di Franco Oranges

E’ andato via, Andrea Bruno, senza fragore, contrariamente alla sua vita esuberante ed enfatica che ne ha fatto uno degli uomini più noti della nostra Corigliano.

Figlio di un grande medico della fine del ‘900, ddò Giurdani, Andrea Bruno si rivela da subito un amante della terra e della montagna. Cresciuto, infatti, nel villino di c/da Scala, nutre una vera e propria passione per la natura che sente, per sempre, come sua amica. Un altro pezzo di storia va via e, posso certamente permettermi, anche della mia storia personale. Infatti a zio Andrea mi legavano rapporti che affondano le radici in tantissimi anni fa, rapporti di famiglia stretti e secolari, per essere stati i suoi genitori compari d’anello dei miei nonni paterni e per avere tenuto a battesimo il loro primogenito, deceduto alla tenerissima età di 18 mesi. Poi, il rapporto stretto di amicizia che ha legato mia madre a sua moglie, zia Tina Marino, compagna di scuola, di infanzia e di adolescenza, di vita… Poi, ancora, l’essere vicini di casa in montagna, a c/da Scala, laddove i teneri virgulti delle due famiglie – io e mia sorella, Giordano, Vincenzo e Rita – instaurarono profonda e sincera amicizia che, nonostante tutto, continua ancor oggi e che, sebbene le “distrazioni” della vita moderna, è oggetto di ricordi semplici e nostalgici delle discussioni piacevoli che intrattengo con Andrea Salcina, amico e collega, durante le quali ripercorriamo e facciamo memoria delle tante giornate trascorse in montagna in quella grande casa dei Bruno, “ ‘a Loggia”, unico svago e punto di incontro nelle vacanze estive, luogo ove mai mancavano  la ciambella o i biscotti fatti da zia Tina e a noi offerti come merenda… Zio Andrea, gigante buono, era il soggetto simpatico e rigoroso allo stesso tempo, che, giungendo a bordo della sua Fiat 1500 dal Consorzio di Bonifica, ci incuteva timore e ci faceva comprendere che…era arrivato il momento di fare rientro a casa…!!! In realtà, zio Andrea, annoverato, insieme ad altri due, come il più alto del paese, era un tenero di cuore, un omone disponibile a tutti e per tutti, pronto ad intervenire, senza richiesta, ad ogni occasione o evenienza, dolorosa o felice … Era fatto così! Non si dipinge di bello ciò che non c’è più! E’ inutile decantare le virtù solo dopo che un uomo ha lasciato la terra! Ma è la nostalgia che l’evento morte provoca in quanti lo hanno conosciuto, lo hanno apprezzato, lo hanno anche criticato, a far comprendere che, nonostante tutto, qualcosa di buono ha lasciato…! Era il Tabacchino di S. Antonio il luogo di ritrovo di tanti amici che oggi zio Andrea ha raggiunto! Ed è con quegli amici che mi piace ricordarlo e, con lui, ricordare una parte di storia di una Corigliano che non c’è più: la Corigliano del culto dell’amicizia e della solidarietà, la Corigliano dell’essere e del non apparire, la Corigliano che continuerà ad esistere e a  resistere solo se noi…non dimentichiamo!

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