di Cristian Fiorentino

C’è un gran parlare e argomentare in questi giorni sulla strada di Torrelunga, che dallo scalo conduce verso il centro storico di Corigliano.

Arteria ammodernata di recente, con doppia rotatoria, spartitraffico e area parcheggio, e oggetto di discussione soprattutto per il problema traffico soprattutto nelle ore di punta di entrata e uscita delle scuole. Essendo ubicati nella stessa area indicata ben due istituti scolastici superiori, è facile immaginare il congestionamento della stessa via.

Area dove da qualche decennio, inoltre, sono nate anche numerose abitazioni civili e una casa di cura. Diversi i suggerimenti nati, soprattutto sui social, per riconsiderare le cosiddette vie alternative alla stessa strada di Torrelunga. La prima proposta indicata è la già gettonata strada dell’ex macello vera e propria parallela alla strada principale. L’altra via presa in esame e riproposta è l’altra storica arteria di via Rinacchio e Cannata che nasce sotto contrada Costa e prosegue alle spalle delle strutture scolastiche. Strada che si snoda attraverso diverse campagne coriglianesi ma in condizioni disastrose da diversi anni. Via che si protrae per altri chilometri sbucando per una biforcazione nella zona Gallo d’Oro e per l'altra proseguendo fino alle contrade Grotte, Muzzari e Viscigliette ricongiungendosi alla frazione Villaggio Frassa.

Lungo tratto di strada dove negli anni anche qui sono sbocciate molteplici residenze ma che di certo non possono usufruire di un fondo stradale ottimale. Anzi in molti tratti la strada è molto limitata essendo per tanti tratti completamente sterrata e costellata da voragini. Facile immaginare il contesto aggravato nelle giornate di pioggia. Requisiti stradali di via Rinacchio e Cannata che sono solo uno dei due grossi problemi esistenti. L’altro, in effetti, sono le discariche nate a macchie d’olio lungo il percorso. Procedendo dall’inizio della stessa strada ci si imbatte in cumuli di spazzatura d’ogni genere. Materiale di risulta, vecchi elettrodomestici e sanitari, divani, vestiti, materassi e diverse altre scorie che soggiornano nell’ennesima discarica a cielo aperto della città.

Rifiuti in bella vista nell’incuria più totale causata dai cosiddetti “scaricatori seriali” veri e propri incivili e trasgressori dell’ambiente. Individui che si sentono autorizzati nell’eliminare rifiuti, ingombranti e inquinanti, nelle aree più periferiche e forse meno sorvegliate. Andazzo dove necessita, così come per altri siti, una terapia d’urto decisa fatta di telecamere o fototrappole funzionanti e dure sanzioni per i violatori. Purtroppo, le cosiddette zone franche sono meta di tanti prevaricatori artefici di immondezzai. Servirebbero delle politiche ad hoc da parte delle istituzioni per arginare questo triste fenomeno. Vecchie e nuove generazioni possono essere anche educate al rispetto dell’ambiente ma se molto è stato fatto altrettanto bisognerà ancora ideare per venire a capo di un’annosa e seria questione. Recuperare anche il senso civico dovrebbe essere una delle mete prefissate ma tuttavia per chi trasgredisce, non osservando le misure vigenti, devono esserci soluzioni perentorie e mano pesante che valga su tutto il territorio. Non si può più tollerare da parte di nessuno lo scarico di rifiuti selvaggi in ogni dove sotto il segno dell’incuria devastante.

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