«È il momento che si affronti chiaramente il problema dei Consorzi di Bonifica e della carenza idrica in Calabria. Ci sono troppe anomalie e ormai i nodi sono venuti al pettine. È necessario un tavolo tecnico per trovare una soluzione alle questioni che danneggiano agricoltori e mettono in ginocchio la filiera dell’ortofrutta».

Ricevo quotidianamente lamentele in riferimento alla gestione dei consorzi di bonifica e ai problemi di carenza idrica. A onor del vero attenziono la questione, insieme al meetup “Corigliano in Movimento” già da prima della mia elezione a portavoce al Senato e giorno dopo giorno diventa più grottesca. Sentirò nelle prossime ore il sindaco di Amendolara Salvatore Antonio Ciminelli che ha convocato tutti i colleghi del comprensorio e il presidente del Consorzio Marsio Blaiotta. Facendo seguito anche alla lettera di sollecito, razionalizzazione e aumento della disponibilità idrica per uso irriguo, formulata dal sindaco di Trebisacce Franco Mundo, in cui si chiede la razionalizzazione e l’aumento della disponibilità idrica per uso irriguo e raccogliendo le istante dei sindaci della zona. Sempre nei giorni scorsi Blaiotta ha comunicato altresì che sia nei primi giorni di luglio che dal 19 al 26 del mese scorso, sono stati registrati notevoli ammanchi idrici giornalieri tanto da creare disservizi dei turni programmati con disagi per gli agricoltori con riverberi gravissimi sulla gestione dell'acqua sull'intero territorio Sinni che va da Trebisacce a Rocca Imperiale. Nulla di nuovo, in sostanza, perché ogni anno abbiamo gli stessi problemi che puntualmente si ripresentano. Senza considerare che dal 2010 circa a migliaia di cittadini calabresi sono arrivati tributi imposti dai Consorzi di Bonifica secondo una assurda legge della Regione Calabria n. 11/2003, la sentenza della Corte Costituzionale, però, il 25 settembre ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 23, comma 1, lettera a), della legge Regione Calabria del 23 luglio 2003 numero 11 “Disposizioni per la bonifica e la tutela del territorio rurale. Ordinamento dei consorzi di bonifica” nella parte in cui prevede che il contributo consortile di bonifica, quanto alle spese afferenti il conseguimento dei fini istituzionali dei Consorzi, è dovuto «indipendentemente dal beneficio fondiario» invece che «in presenza del beneficiario» sottolineando la necessità di come vadano controllati questi Enti che ricevono molti emolumenti mentre, in particolar modo negli ultimi anni, non riescono a offrire un servizio adatto alle esigenze dei produttori creando loro anche danni economici oltre che di produzione. In attesa di questa sentenza, nel corso degli anni i calabresi tassati ingiustamente hanno protestato, sono state presentate petizioni, 2 proposte di legge regionale di iniziativa popolare per modificare la legge incostituzionale, una presentata dai Comuni, un'altra da 8000 cittadini. Le proposte di iniziativa popolare sono state affossate e stravolte, per continuare a lasciare in vita i tributi ingiusti, da amministrazioni regionali di centro-destra e centro-sinistra. C’è un rimpallo di responsabilità tra la Regione, Comuni e i Consorzi di Bonifica dove alla fine non si capisce chi debba fare le cose mentre queste situazioni che annualmente si ripresentano danneggiano agricoltori e mettono in ginocchio la filiera dell’ortofrutta. Bisogna convocare un tavolo tecnico a livello regione, al quale sarò presente, per cercare una soluzione definitiva al problema e non che serva a fare, per l’ennesima volta, clientela in vista delle prossime elezioni regionali. Proprio in Commissione abbiamo un affare assegnato sui Consorzi di Bonifica e sono stati auditi diversi presidenti dei consorzi tra i quali quello di Trebisacce, Marsio Blaiotta. Ora è il momento di passare ad una fase operativa anche in loco.

 

Rosa Silvana Abate (M5S Senato - Commissione Agricoltura)

Crediti