Egr. Commissario, è con molto stupore che leggo la Determina Dirigenziale n. 64 del 7 agosto 2018, avente ad oggetto il via libera allo spostamento di un funzionario amministrativo- contabile, responsabile dell’ufficio finanziario della sede di Corigliano Calabro, verso altro comune.

Lo stupore nasce dal fatto che in un periodo in cui nel nuovo comune Corigliano-Rossano i problemi finanziari sembrano irrisolvibili ( ancora ad agosto inoltrato non si riesce ad approvare il bilancio preventivo 2018-2020), nel momento in cui questa difficoltà è dovuta soprattutto alle incertezze ed incongruenze per la tardiva approvazione del rendiconto dell’ex comune di Rossano, nel momento in cui non si riesce ad avere alcuna bozza e alcun dato tecnico sul bilancio preventivo 2018-2020, nel momento in cui il dirigente finanziario del nuovo comune è a part-time e sembra bisognoso di supporto, proprio in questo particolare momento si favorisce l’uscita di un funzionario che ha saputo salvaguardare il bilancio e la correttezza dei conti dell’ex comune di Corigliano Calabro. Credo che il nuovo comune , per le dimensioni assunte, abbia bisogno di nuovo e qualificato personale e non di essere spogliato dei funzionari capaci e qualificati. E’ pur vero che il funzionario in questione ha chiesto il nulla osta per lo spostamento a fine giugno, che gli è stato immediatamente concesso dal segretario generale, ma viene da chiedersi se sia stato indotto a farlo perché messo ai margini delle scelte operate o perché in disaccordo con scelte discutibili dal punto di vista tecnico. Sono interrogativi legittimi e perciò sono molto preoccupato per la leggerezza e la superficialità con cui hanno operato i dirigenti nel concedere il nulla osta per la mobilità, specialmente in una fase in cui bisogna utilizzare al massimo le risorse esistenti e nella convinzione che non si tratti di incorporazione di un ente nell’altro, ma di una fusione nella quale occorre confrontarsi per operare le scelte più adeguate. Invece a cosa assistiamo? Al depotenziamento degli uffici finanziari della sede di Corigliano Calabro (forse per trasferire tutto a Rossano). Ho il dovere di evidenziare tutto questo perché  le scelte operate mi sembrano penalizzanti e mortificanti per la sede di Corigliano Calabro. Egr. Commissario, lei ha il difficile compito di realizzare la fusione fra due grandi città e non la incorporazione dell’una nell’altra. Tutto questo in una condizione di reciproco rispetto delle realtà esistenti, e non mancherà alla sua esperienza il modo di realizzarla con equilibrio, senza forzature, senza privilegiare una delle due. Il mio compito è quello di collaborare perché tutto questo avvenga  correttamente e di evidenziare  eventualmente quello che non va.

Giuseppe Geraci

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