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di Ernesto Scura

TEMPO DI GUERRA-GOUMIERS (francesi) E MONGOLI (tedeschi) - D UE PESI EDUE MISURE. MORALE ? UNA SOLA.

 (Pubblicato sul quotidiano “ il Giornale “ del 30 12 2019)

Molti non sanno che gli stupri,le violenze e le rapine dei “Goumiers”, marocchini al seguito del corpo di spedizione francese,nel secondo conflitto mondiale, cominciarono ben prima dei famigerati episodi delle marocchinate in Cociaria.

Già in Sicilia si verificarono i primi atti “eroici” compiuti da quelle bestie che poco avevano di umano. Però lì la pagarono cara,per via che i siciliani hanno un senso sacro della famiglia e delle loro donne che non consente deroghe alla vendetta. L’allarme era scattato per un’ggressione avvenuta in in cui  due donne erano state violentate. A Capizzi molti civili erano stati fermati all’ingresso del paese e derubati di portafogli, orologi e oggetti d’oro.I siciliani iniziarono a reagire: alcuni goumiers vennero bastonati,molti vennero impiccati o uccisi a colpi di accetta.Due goumiers furono impiccati e lasciati a penzolare su due alberi.  A Spezzagallo due furono uccisi a colpi di accetta perché sorpresi a rubare.  Altri furono uccisi   da contadini inferociti per gli stupri subiti dalle loro donne.Ma,a giudicare dalle barbarie di cui si resero poi responsabili in Ciociaria,la lezione  siciliana no fu sufficiente.In Ciociaria,sul fronte della linea August,  dove la Resistenza dei tedeschi tenne in scacco per molti mesi le truppe alleate,la fecero franca  per via di un volantino che il generale Juin fece circolare tra quelle bestie assatanate di sesso e violenza:  «Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c'è   un vino tra i migliori del mondo, c'è dell'oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete». Cioè, un salvacondotto di 50 ore assicurava loro la piena impunità,potendo   commettere anche i più  efferati delitti,purchè espugnassero le postazioni nemiche.E le espugnarono.E passarono all’incasso,razziando,stuprando, violentando,donne,bambine,bambini,vecchie ottantenni,maschi vecchi e giovani,e persino un sacerdote che ne morì di crepacuore.E il generale francese si complimentò con loro,e la Francia,in seguito, li decoro con la medaglia d’argento al valore,e ne commemorò l’azione con l’emissione    di un francobollo con l’mmagine di quelle bestie (goumiers e muli). Qualcuno,santamente,dirà: “purtroppo,è la guerra”.                         La guerra un corno !                                                                                                                              
Anche nel contesto avversario si verificò un unico episodio di stupro da parte di soldati mongoli arruolati nelle file della Wehrmacht. Il capitano  Martin Fendesack comandante delle truppe germaniche a     Ponte dell”Olio mandò alla fucilazione due dei suoi soldati perchè macchiatisi di rapina e stupro.Inviati in pattuglia nei paesini sulle colline ad est di Ponte dell’Olio irrompevano in una casa e stupravano una giovinetta, asportando anche denaro ed oggetti di valore. Quando Fendesack venne a conoscenza di quello che avevano combinato i suoi uomini non esitò a denunciarli alla   corte marziale. I giudici  li condannarono per direttissima a morte tramite fucilazione.  

 DUE PESI E DUE MISURE. MORALE? UNA SOLA.                                                                        
In seguito il generale Juin,vincitore, ottenne i massimi riconoscimenti,e fu nominato Maresciallo di Francia.                                

Fendesack sopravvisse all’esito di quella tragica guerra e chiuse i suoi giorni nel silenzio e nell’oblio come si addice ad un ...perdente.  

 

                                                                          Il Capitano Martin Fendesack

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