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Non vi può essere futuro se non si fa memoria del passato, soprattutto di quegli esempi di vita vissuta che pure hanno contribuito a costruire la Corigliano attuale.

Riteniamo che questo sia il messaggio vero, autentico che porta con se il nuovo libro di Giovanni Scorzafave “Le botteghe di una volta” giunto al secondo volume, “libreria Il Fondaco”. Questa nostra sensazione è stata sciorinata in maniera chiara ieri pomeriggio nella sala conferenze della Confcommercio di Corigliano Scalo, nel corso della presentazione del nuovo lavoro di Scorzafave. L’interesse che ha destato questo secondo volume che tratta uno spaccato di vita coriglianese molto importante, è stato testimoniato dalla tanta gente presente in sala.

Tra coloro che hanno presentato il libro di Scorzafave c’era il prof. Enzo Cumino, personaggio abbastanza noto negli ambienti culturali della Sibaritide, il quale da tempo sta offrendo ai lettori calabresi volumi che si occupano di aspetti storico-culturali di Corigliano. Cumino ha letto alcune parti del libro, citando spesso l’autore  ed elogiandolo per questo lavoro certosino, che consegna ai coriglianesi, ma non solo, fatti, avvenimenti e personaggi di cui l’oblio del tempo ne avrebbe cancellato il ricordo, almeno nei più. Scorzafave di fronte alle parole di Cumino non ha tradito una certa emozione. La serata è stata conclusa dall’autore il quale ha parlato soprattutto dell’aspetto storico del libro, sottolineando il lavoro particolarmente attento seguito nel ricercare tutte quelle notizie necessarie a descrivere il personaggio al centro di quella determinata bottega. Nel concludere il suo intervento Scorzafave ha avuto il merito di ricordare ai presenti una delle pagine più belle e significative del libro “mastro Mimmo Capalbo”, il quale, ha sottolineato l’autore, oltre che calzolaio era un uomo di cultura.”Nella bottega di mastro Mimmo Capalbo – ha detto Scorzafave – i tanti ragazzi che la frequentavano, non solo cercavano di imparare il mestire di calzolaio, ma soprattutto volevano imparare a leggere e a scrivere. Tra i tanti, ne voglio ricordare uno solo, che in seguito prenderà un’altra strada, diventando un buon barbiere: Antonio Terzi, conosciuto meglio come mastro Totonno Tre Scaluni”. E poi l’autore ha voluto sottolineare l’amore di mastro Mimmo per la lettura. “Una passione e un interesse per la cultura umanistica – ha sottolineato – che lo accompagneranno per tutta la vita”.  E’ seguito poi il dibattito, tra coloro che sono intervenuti vogliamo ricordare Pasquale Bennardo,  che si è soffermato su alcune botteghe, citando, in particolare, Luigi Oranges, come uomo semplice ed umile. 

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