fonte: www.quicosenza.it

Una spirale di sevizie senza fine. Per dieci lunghi anni ha subito le violenze dei propri aguzzini. Costretta a consumare rapporti con oltre cento clienti. Uomini disposti a pagare cifre a partire da 30 euro per poi crescere in base al numero dei ‘partecipanti’ alle orge.

Sesso di gruppo a cui doveva sottoporsi lasciandosi stuprare in alcune occasioni anche da 20 ‘clienti’ nella stessa abitazione. Il tutto per ottenere il silenzio sul proprio tradimento. La vittima, una trentenne albanese, ha taciuto per 10 lunghi anni. Da quando era poco più che maggiorenne aveva intrapreso una relazione extraconiugale con un corissanene. L’amante l’aveva indotta a prestarsi al ‘gioco’ della schiava e del padrone fino a ridurla realmente in condizioni di schiavitù. Quando il suo compagno partiva per lavoro, veniva prelevata con la forza da casa, abbandonando a se stessi i suoi due bambini e portata in un appartamento in cui diventava oggetto di ripetuti stupri e torture al fine di assecondare le perversioni del suo ‘secondo fidanzato’, dei suoi parenti, dei suoi amici e degli ‘avventori’ che si susseguivano di volta in volta. Solo dieci giorni fa ha deciso di denunciare tutto. Aveva ormai svelato l’inconfessabile segreto al suo compagno e ai suoi familiari. Forte del loro sostegno è riuscita a svegliarsi da un incubo che sembrava interminabile. Le minacce erano all’ordine del giorno, riguardavano la possibilità di divulgare in rete i video dei suoi rapporti sessuali fino a degenerare nell’intimidazione più grave per la giovane madre: “Uccidiamo tuo figlio”. Un bimbo di soli 5 anni nato nel corso dell’inenarrabile disavventura. A descrivere i dettagli delle indagini condotte con solerzia e coordinate coordinate dal Sostituto Procuratore Gallone sotto le direttive del Procuratore Capo di Castrovillari Eugenio Facciolla, sono stati il dirigente del commissariato di Polizia di Rossano Cataldo Pignataro e il dirigente della squadra mobile Fabio Pignataro che hanno illustrato il quadro di crudeltà estrema in cui è maturata la vicenda. In manette sono finiti noti imprenditori ed ex imprenditori con precedenti penali. Si tratta di Pietro Luigi Gallo, Sergio Gallo, William Oranges, Gianni Montalto e Salvatore Bruno, tutti italiani residenti a Corigliano Rossano di età compresa tra i 35 e i 40 anni. La donna oltre ai ricavi ottenuti dalla propria attività di meretricio, che era diventata un business per i cinque indagati, doveva versare in alcuni periodi anche 1.000 euro al mese. Soldi che in alcune occasioni ha rubato ai propri genitori per consegnarli all’amante e ai suoi ‘soci’. Una storia squallida di degrado e sesso estremo con cruente pratiche di bondage che avevano trasformato la madre di famiglia in una persona debole e spossata, incapace di accudire i figli e perseguitata dal pensiero di compiere l’estremo gesto togliendosi la vita. Per mascherare il suo malessere e giustificare il perché bendasse le proprie braccia con pomate di antidolorifici, applicate per avere un po’ di sollievo e guarire gli ematomi, aveva inventato di avere una particolare malattia. Patologia inesistente per la quale in più occasioni si era recata a Roma per farsi curare in un ospedale capitolino. Le indagini sono tutt’ora in corso al fine di verificare quale fosse il ruolo dei clienti. Intanto nella casa a ‘luci rosse’ dell’amante della trentenne oltre a diversi giochi erotici è stato trovato circa mezzo chilo marijuana, un bilancino di precisione ed una serra con una piantagione.

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