Fonte: Sky sport

Intervista di Gennaro Gattuso a Peppe Di Stefano di Sky Sport

Gennaro Gattuso torna a parlare. Intervistato in esclusiva da Peppe Di Stefano a San Gallo, dove è in ritiro con il suo Valencia, l’ex allenatore di Milan e Napoli è tornato sull’ultimo anno difficile, caratterizzato soprattutto da alcune accuse di razzismo e sessismo arrivate nei suoi confronti sui social:  “Forse sbaglio a non parlare per difendermi – ha detto Rino a Sky Sport -, ma io sono fatto così. Però sarei ipocrita se dicessi che non ho sofferto per tante cose che sono state dette sul mio conto. Ho sofferto in silenzio, devo dire che ultimamente sono stato bersagliato su tante cose che non fanno parte della mia persona. Sono uscite cose non vere, perché sono state prese frasi dette 15 anni fa e inserite in un contesto per fare polemica. Ma io sono una persona totalmente diversa rispetto a quella che hanno descritto“.

“I social possono distruggere, per fortuna al Valencia mi hanno appoggiato”

Le accuse arrivate via social hanno impedito a Gattuso di lavorare al Tottenham nella scorsa stagione e sono spuntate nuovamente quando il Valencia lo ha scelto all’inizio di questa estate: “L’anno scorso ci ho sbattuto i denti – ha proseguito l’allenatore -, tutti pensavano che avessi lasciato la Fiorentina perché fossi già d’accordo con il Tottenham, ma non è andata così. Il Tottenham è arrivato dopo, poi non sono più andato lì a lavorare per delle cose non vere. I dirigenti del Tottenham ci sono cascati e ho pagato. Quando succedono queste cose diventa difficile difendersi, per fortuna al Valencia la dirigenza mi ha appoggiatoI social possono distruggere un personaggio o una persona e ci sono tanti esempi: penso ai ragazzini che finiscono sul web, rimangono etichettati per tutto il resto della vita a causa di un piccolo errore. Su questo bisogna lavorare. Quando hai una famiglia e degli amici che ti supportano nel quotidiano, passa tutto. Ma se non hai tutto questo è difficile. Non tutti gli esseri umani sono forti, è un mondo troppo complicato da capire e penso che ci vorrebbero un po’ di regole. Lascio passare tante cose che sono state dette, anche se sono stato davvero male. Ma va bene così”.

Gattuso ha commentato così la vittoria dello scudetto del Milan, sua ex squadra da calciatore prima e da allenatore poi. “La storia non si può cancellare, rimane sempre la gioia quando vedi vincere la tua squadra del cuore, quella per la quale tifavi da bambino; ho indossato quella maglia per 500 partite. Non sono rimasto stupito dal loro successo, negli ultimi 5-6 mesi il Milan ha proposto un calcio nuovo e ha sorpreso tutti, avevo capito che poteva fare qualcosa di importante, che era difficile giocare contro di loro. Lo scudetto lo hanno meritato”.

“Il Napoli è un grande club, mi ha insegnato tanto”

Capitolo Napoli. “Ho allenato un grande club con grandi giocatori, allenare quella squadra mi ha insegnato tanto, avevo giocatori di qualità”, ha ammesso Gattuso. “Mi spiace per quello che è successo nell’ultima giornata, se avessimo vinto quella partita saremmo arrivati secondi. Ho le mie colpe, qualcosina abbiamo sbagliato, venivamo da 20 risultati utili consecutivi, quel secondo posto valeva come uno scudetto. La partita con il Verona è stata una ferita rimasta aperta per tanto tempo. Il Napoli ha dato continuità per7-8 anni allo stesso gruppo di giocatori, una cosa anomala al giorno d’oggi. Sono orgoglio di aver allenato il Napoli e di aver lavorato per questa città”, le parole dell’allenatore oggi al Valencia.

“Oggi ci si allena troppo poco”

Gattuso ha poi affrontato anche altri temi: “Lo scorso anno non avevo voglia anche per quanto successo a Firenze, se mi manca il fuoco dentro sono una persona normale, per questo sono rimasto un anno fermo.  A volte in generale mi contestano perché grido troppo, ad altri miei colleghi invece li massacrano perché non parlano tanto. Nel nostro mondo non va mai bene nulla”. Sul calcio italiano: “Quando ero bambino io si giocava 10 ore al giorno per strada, adesso 10 ore si gioca complessivamente in una settimana. I nostri figli oggi sviluppano altre capacità, sono fenomeni sui telefonini. Bisogna ripartire dalle parrocchie, dai campi, comprare qualche giocatore in meno e costruire più campi. Il talento si sviluppa allenandosi ore e ore, io penso che oggi ci si allena poco, bisogna tornare a farlo per ore e ore come succedeva una volta, solo così si sviluppa la tecnica”, ha concluso Gattuso.

 
 

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