Pubblichiamo la lettera aperta del vescovo di Cassano allo Jonio Francesco Savino. Un appello sulla prostituzione nella Piana di Sibari. Il presule chiede alle istituzioni di vigilare e intervenire sul fenomeno, alla cui base individua la presenza di organizzazioni criminali dedite alla tratta degli esseri umani. 

Mi rivolgo a Voi. uomini e donne delle Istituzioni, per richiamare la vostra attenzione sul crescente fenomeno della prostituzione che dilaga nella Piana di Sibari, in particolare sulla SS 106 dove sostano in tutte le ore donne e ragazze anche giovanissime che offrono prestazioni sessuali. Sono, in maggior parte, straniere doppiamente vittime di sfruttamento: oggetti di “tratta” da parte di organizzazioni illegali, vengono oltraggiate nella loro dignità umana cui non riescono a sottrarsi, pur volendo. Non posso tacere, come pastore. Ogni silenzio sarebbe complicità colpevole. Nel Catechismo della Chiesa cattolica si legge: “La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo”. Papa Francesco, durante il colloquio con i giovani al collegio Maria Mater Ecclesiae, a Roma, ha affermato: “La tratta e la prostituzione sono crimini contro l’umanità, delitti che nascono da una mentalità malata secondo cui la donna va sfruttata”. Mentre denuncio da cristiano e da pastore della nostra Chiesa locale altre forme di illegalità diffusa come il lavoro nero e l’usura, il caporalato e il pizzo, la ludopatia e lo spaccio smisurato delle sostanze stupefacenti, rilevo che esiste una interconnessione stretta tra tali fenomeni illegali e ‘ndrangheta che, come affermò anche il Santo Padre nella sua visita, condiziona con prepotenza i rapporti civili per il guadagno ad ogni costo. Le vie e le piazze dei nostri paesi, dopo essere state defraudate quasi completamente del modo semplice e spontaneo di stare insieme, si impoveriscono della pietà del cuore, per essere occupate dalla violenza che mina alla base le nostre radici culturali. Il nostro è un popolo che ha la gioia di vivere e che conosce il rispetto per ogni persona con i suoi diritti inviolabili ed innegabili. A tutte le donne che si prostituiscono o che vengono prostituite desidero ripetere che la comunità cristiana, la Chiesa, è disponibile a soccorrere chi decide di sottrarsi alla sopraffazione di cui è vittima, spesso inconsapevole, per intraprendere un percorso di riabilitazione sociale, difficile, ma possibile. A Voi, Rappresentanti delle Istituzioni, chiedo di convocare al più presto un tavolo programmatico per concordare interventi di vigilanza e presidio delle strade volto ad offrire gli aiuti necessari.

Crediti