Il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ha incontrato venerdì pomeriggio nella Sala Giunta della Cittadella a Catanzaro i vertici regionali e nazionali di Anisap e Federlab per discutere della «preoccupanti sofferenze in cui versano da più tempo le attività afferenti alla specialistica ambulatoriale degli erogatori privati accreditati».

All’incontro – informa una nota della Giunta regionale – hanno preso parte anche il delegato alle politiche sanitarie per la Presidenza, Franco Pacenza, il dirigente generale alla Tutela della Salute Bruno Zito, il dirigente del dipartimento Salute Sergio Petrillo. «Da anni – informano dalla Giunta – insiste un contenzioso enorme promosso dagli erogatori privati che non hanno condiviso diversi decreti della struttura commissariale. Negli ultimi giorni, poi, la tensione è esplosa a seguito dell’emanazione da parte del Commisario ad acta dei decreti 70 e 72 del 2018. In tali decreti è previsto infatti una ulteriore decurtazione dei budget, che assommati a quelli già in essere, provocheranno una riduzione di circa il 40%. Vi è dunque il rischio concreto, soprattutto per le fasce meno abbienti, che nei prossimi mesi vengano compromesse anche le attività sanitarie primarie». I rappresentanti delle associazioni dei laboratori privati – si legge nella nota – «hanno sottolineato il contrasto che esiste tra i decreti ministeriali e il piano operativo promosso dalla struttura commissariale e validati dai ministeri affiancanti per il triennio 2016-2018. Si prevedono trasferimenti di servizi – è stato detto – senza trasferire le relative risorse. Le associazioni hanno inoltre lamentato un’assoluta mancanza di concertazione con il commissario al piano di rientro. Si è definitivamente chiarito invece che rispetto ai decreti oggetto di contenzioso, per come si evince dai decreti stessi, il dipartimento Salute non ha svolto alcuna attività istruttoria e non ha sottoscritto i relativi DCA 70 e 72. Vi è nello specifico una sola paternità che è rappresentata dalla struttura commissariale. Dunque il sistema dei laboratori – hanno spiegato i rappresentanti di associazione – rischia il collasso: su 3.200 addetti ai servizi ambulatoriali che svolgono attività essenziali di prevenzione: quali risonanze, Tac o mammografie, per fare alcuni esempi, più della metà potrebbe essere licenziata».
Alla luce di un quadro così grave, – informano dalla Giunta – il Presidente Oliverio si è detto «molto preoccupato per le ulteriori ricadute negative che questo problema avrà sull’intero sistema sanitario regionale. E’ evidente – ha aggiunto – che ci troviamo di fronte a una situazione insostenibile in cui oltre a venir meno il diritto dei calabresi a poter fare un’adeguata prevenzione attraverso l’uso dei laboratori di analisi privati, anche in considerazione delle lunghe liste d’attesa presso molte strutture sanitarie pubbliche, esiste un evidente rischio occupazionale presso queste strutture. Il tutto si riversa sulla Salute dei cittadini e provoca un abbattimento dei livelli minimi di assistenza. Siamo molto preoccupati, ripeto, per questa specifica situazione ma più in generale crediamo che il livello di criticità e di rischio per la tutela della salute dei cittadini calabresi sia ormai altissimo. Gli obiettivi e i risultati voluti dal Commissario ad acta sono andati finora in maniera contraria agli interessi dei calabresi».

 

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