di Giacinto De Pasquale

Dal primo agosto scorso, il cavaliere Antonio Uva, è in pensione. Dipendente del comune di Rossano prima e di Corigliano-Rossano successivamente, dopo circa 40 anni di onorato servizio lascia il lavoro per andare a godersi la pensione.

Non è nostra abitudine dedicare qualcosa di scritto a colleghi che lasciano il posto di lavoro per raggiunti limiti di età o per avere accumulato il massimo della loro posizione contributiva, ma nel caso specifico sentiamo di farlo per tutto quello che il cav. Uva ha dato al Comune di Rossano prima e di Corigliano-Rossano dopo, durante tutta la sua attività lavorativa. È indubbio che in questi ultimi cinque anni, da quanto è sorto il comune unico diversi sono stati i momenti di confronto con il nostro, ma tutto è stato sempre improntato al rispetto reciproco per fare il bene della cittadinanza e dell’Ente.   Ecco perché dopo 40 anni di servizio è giunto anche per il cav. Uva, il momento di voltare pagina chiudendo il capitolo dell’attività lavorativa e professionale. Il pensionamento segna un passaggio fondamentale, un cambiamento radicale di vita e genera incertezze e progetti, timori e speranze. Da molti questo traguardo è inseguito come un sogno, da altri temuto e rimandato il più in là possibile. Sono certo che Tonino Uva non si ritrova in queste tipologie né gli appartiene l’espressione ”finalmente vado in pensione!”.  Sono convinto che il rag. Uva chiude questa pagina della sua vita lavorativa con una certa nostalgia, ma sicuramente sereno per aver dedicato al Comune in tutti questi anni il meglio di se, per aver operato sempre con entusiasmo, con amore, senza arrendersi davanti alle difficoltà, che pure non sono mancate. Sono certo che il nostro lascia il servizio, quindi, con la consapevolezza di aver svolto il suo lavoro con passione civile, con lealtà e rigore etico, avendo chiesto a se stesso molto di più di quanto ha preteso dagli altri. Tanti anni di lavoro passati in fretta, tante straordinarie esperienze vissute da semplice dipendente prima, e da responsabile poi.  Lei ora, caro rag. Uva, passo il testimone, con l’auspicio che l’Ente Comune possa continuare ad essere punto di riferimento sociale bene organizzato. Sono convinto che lei, cav. Uva, di questo Comune, serberà sempre un ricordo vivo e affettuoso. A tutti noi che invece rimaniamo ancora in servizio l’impegno di renderlo sempre migliore e sempre più al servizio dei cittadini. Per concludere ti rivolgo questo augurio: proprio come il tuo lavoro è stato lungo e soddisfacente, ti auguriamo una pensione altrettanto lunga e soddisfacente.

 

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