di Cristian Fiorentino

Prosegue incessante ad Acri la protesta del comitato “ProteggiAmo il Territorio” contro l'installazione di impianti eolici in alcune zone specifiche. Nelle ultime settimane è stata avviata, inoltre, anche una raccolta firme tra la popolazione acrese e nei paesi limitrofi.

In distribuzione anche un volantino che spiega il no alle stesse pale eoliche: «Ad Acri sono stati previsti impianti eolici nelle località Serra Crista e Serra Capra (Sila Greca), senza che la popolazione fosse coinvolta nel processo decisionale. Il progetto di Serra Crista prevede la realizzazione di 5 piloni, alti 135 metri, che arriva ad oltre 200 metri considerando l’effetto dovuto al diametro delle pale; il progetto Serra Capra, ha un cantiere già in stato avanzato dove si stanno costruendo le fondamenta di una pala. Prospetto Serra Crista pubblicato su internet mentre quello di Serra Capra può essere visionato solo se viene richiesto al comune. Per l’impianto di Serra Crista- si legge ancora sul volantino- il comune riceverebbe 700 mila euro in tutto. L’affare lo farebbero solo le grosse aziende che realizzano le opere e gestiscono l’energia nei 20 anni. Nelle aree dove sono previsti gli impianti, il territorio ne uscirebbe distrutto: disboscamenti e cementificazione farebbero aumentare il rischio idrogeologico e di intercettazioni delle falde acquifere ingenerando la perdita di potabilità di altre sorgenti. Distruzione degli ecosistemi e delle biodiversità. Inquinamento acustico insostenibile, per l’uomo e per la fauna. Inquinamento ambientale: dopo i 20 anni non si sa come smaltire le pale. i materiali di cui sono composte non si possono recuperare e provocano inquinamento. I territori scelti- si apprende dal dépliant- per realizzare gran parte delle pale sono previsti al Sud per dare energia al nord: 2953 in Puglia, 2114 in Sicilia, 1178 in Calabria, 45 in Emilia Romagna, 26 in Piemonte ecc. ecc. . La Calabria consuma circa oltre 5 miliardi di Kwh, ma ne produce circa 17 Kwh a solo vantaggio delle aziende che la rivendono. Molti comuni sono in rivolta e arrivano i primi no dalla regione, per esempio a Monterosso, Isola Capo Rizzuto che ha il più grande “parco” eolico d'Europa e ha denunciato i danni.

Chiediamo- si apprende nel manifestino- che vengano prese in considerazione le comunità energetiche, sostenute anche con finanziamenti a fondo perduto. Chiediamo la salvaguardia del territorio acrese essendo, la porta del “Parco del Nazionale della Sila” (Patrimonio dell’Unesco). Puntiamo al turismo e alla piccola agricoltura naturale. Questo genera economia circolare. Chiediamo il rispetto delle norme ambientali e il coinvolgimento della popolazione nella scelta delle opere pubbliche in genere. Firmate se condividete le nostre ragioni». Comitato presente anche sui social (facebook, instagram e tik- tok) alla voce “Acri Proteggiamo il territorio”. Frattanto, si susseguono i comunicati, apparsi su diverse testate web e cartacee, e nell’ultimo in ordine cronologico si apprende che: «Il comitato “Proteggiamo il territorio”, a tutela e salvaguardia dell’ambiente paesaggistico e naturalistico di Acri (Cs), dopo la richiesta di incontro congiunto inviata al consiglio comunale di Acri ed al sindaco e l’invio della lettera informativa ai sindaci dei paesi limitrofi, non si ferma qui. Preso atto che la soprintendenza archeologica “Belle Arti e Paesaggio della Provincia di Cosenza”, in merito all’impianto “Parco eolico Acri”(proposto da Enel Green Power) in località Serra Crista, ha espresso chiaramente un parere negativo vincolante (in base alla normativa Vigente all’atto del rilascio), il Comitato ha ritenuto opportuno chiedere a mezzo pec ai Responsabili degli uffici preposti della Regione Calabria (Dipartimento Ambiente settore 4, economia circolare, Valutazione Ambientali e sviluppo sostenibile), di attivarsi per il compimento dei necessari e improrogabili controlli sull’iter procedimentale dell’istanza depositata da parte di Enel Green Power. Nella lettera inviata si sollecitano gli uffici competenti a considerare il parere negativo della soprintendenza minuziosamente redatto sui vari punti del progetto. Il comitato chiede alla Regione Calabria, tramite gli uffici preposti, di adottare i consequenziali e indifferibili provvedimenti inibitori che impediscano, appunto, la realizzazione del Parco Eolico in località Crista. È nostro auspicio il poter presto interloquire anche con la Regione in merito a quanto riportato per bloccare questo scempio. Andiamo avanti per realizzare il nostro obiettivo per il bene dell'intera comunità acrese e non solo».

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