di Cristian Fiorentino

In un clima raccolto e di condivisione, si è vissuto a Schiavonea, giovedì 6 luglio ai piedi della statua della Madonnina, il primo momento di preghiera promosso e preordinato dall’ufficio diocesano per l’ “Apostolato del Mare”, disciplinato da Don Giuseppe Ruffo, in previsione della “Domenica del Mare” di domenica prossima 9 luglio, dal titolo “Chi non ha pianto? – Il Mare come luogo di Vita”.

Sul lungomare del borgo marinaro, alla presenza di diversi fedeli e pescatori, l’incontro è stato diretto dall’Arcivescovo Monsignor Maurizio Aloise, accompagnato dallo stesso Don G. Ruffo e da Padre Francesco Ansalone della comunità parrocchiale schiavoneota. Diverse le riflessioni e le preghiere sul tema declamate dai parroci e dai fedeli coriglianesi presenti all’evento. Tra tutti persuasivo e pragmatico il commento del Vescovo Aloise che ha evidenziato: «La “Domenica del Mare” – indetta per ogni seconda domenica di luglio dell’anno - affonda le sue radici nel 1920 ed è stata istituita ufficialmente dal 1975. In occasione di questa giornata ad hoc, si intende concedere l'occasione di prendere maggiormente coscienza e conoscenza dell'importanza del lavoro svolto dai marittimi, che oggi conta più di un milione di addetti e lavoratori.

Lavoro svolto da tutti i marittimi ben interpretato dal messaggio Papa Francesco “Stella Maris”». La riflessione a tema di Monsignor Aloise prende spunto anche dal vangelo: «Il mare ha una certa importanza per la nostra fede. Basti pensare alla presenza degli apostoli sulle grandi navi che solcavano il Mediterraneo per evangelizzare il mondo conosciuto. Traversate all’epoca fatte di vele a vento e remi delle braccia dei marinai. Dal mare è arrivata la nostra fede Cristiana. Gesù stesso, come leggiamo nei vangeli, per spostarsi oltre che a piedi si spostava su nave. Viaggi che duravano mesi e Apostoli che predicavano il vangelo radunando le comunità cristiane anche nei porti dove le imbarcazioni attraccavano. Da pescatori di pesci sono diventati pescatori di uomini così come Gesù gli aveva promesso».

Discorso dell’Arcivescovo che si posta necessariamente al presente: «Oggi bisogna accendere i riflettori sui pescatori e i marittimi del pianeta per la fatica e il lavoro, nell'ombra, che questi uomini e donne producono e a tutto ciò che sta dietro e che arriva nei nostri supermercati e tavole. Bisogna accendere una lanterna e una luce sulla fatica e i pensieri della gente di mare. Marittimi costretti per mesi e mesi a duri sacrifici facendo a meno dell'amore della famiglia, dei sacramenti e dell’affetto della propria comunità. Ecco perché è vitale ascoltare e accompagnare i pescatori che hanno tanto da raccontare e da comunicarci su tanti aspetti del mondo marino. La “Domenica del Mare” è da concepire anche come esperienze vissute nei porti a contatto con le altre religioni. Ma dall’ascolto potremmo apprendere i racconti di tutto ciò che pescatori e marinai raccolgono in mare, oltre al pescato, compresi i rifiuti di ogni specie che inquinano e ammalano il mare e la terra. Marittimi vere sentinelle delle nostre coste che rastrellano sempre più spesso materiali da smaltire differentemente. La Chiesa– ha rimarcato Monsignor M. Aloise- è vicina ai marittimi e vi vuole bene. Chi è e lavora in mare deve sapere: che tutto ciò che vi rallegra e vi opprime a noi sta a Cuore. Il tutto perché il mare non è sempre benevolo e alcune volte ci ha tolto Fratelli che non sono più tornati a casa. Come Chiesa abbiamo da ricevere il vostro racconto per venirci incontro. E senza dimenticare le opinioni e i punti di vista urlati anche sull'economia, sulle condizioni e su alcune rotte non praticabili. Lo sforzo deve tendere ad annodarsi per essere vicini in uno scambio continuo in un percorso di Fede. Nessuno si deve sentire lontano. Affidiamo alla Vergina Maria– ha concluso Monsignor M. Aloise recitando la supplica alla Madonna Stella Maris - fonte di amore e di consolazione, il popolo del mare».

Presente per l’occasione anche il neo comandante della capitaneria di porto della Guardia costiera di Corigliano Francesco Esposito, capitano di fregata che accompagnato dal Vescovo e dai parroci Ruffo e Ansalone nonché dai fedeli ha lanciato in mare una ghirlanda di fiori in memoria di tutti i caduti in mare: migranti, marittimi e pescatori. Posto anche un omaggio floreale anche ai piedi della statua della "Madonnina" sul lungomare di Schiavonea. Ufficio diocesano per l’“Apostolato del Mare” che, inoltre, ha indetto un secondo incontro di preghiera per venerdì 7 luglio, alle 21 sul lungomare di Mirto Crosia, nella zona prospiciente il lido del Minigolf, dal tema “Con Maria in attesa della domenica del mare”, coordinato sempre dal cappellano diocesano Don G. Ruffo. Domenica 9 luglio, a Cariati, invece si celebrerà la “Domenica del Mare” nella parrocchia di “Cristo Re” con la Messa Eucaristica che sarà celebrata sempre da Don G. Ruffo. A margine, anche in questa circostanza, benedizione del mare e lancio di una corona di fiori in ricordo dei martiri del mare.

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