di Tina Russo

Dopo sette lunghi anni di attesa l’ospedale “Beato Angelo” di Acri può contare, finalmente, su due nuovi importanti servizi sanitari che riqualificheranno questa importante struttura sanitaria: la risonanza magnetica e l’ambulatorio oncologico.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato, nel pomeriggio di ieri, insieme al presidente della giunta regionale Mario Oliverio e al sindaco di Acri Pino Capalbo, il deputato del Pd Enza Bruno Bossio, l’ex parlamentare Ferdinando Aiello, il direttore generale dell’Asp Raffaele Mauro, il direttore sanitario dell’ospedale di Acri Giacomo Cozzolino, l’assessore comunale alla Sanità Emanuele Le Pera, il consigliere Fausto Sposato in qualità di presidente della commissione sanità e Mario Fusaro presidente del Consiglio comunale di Acri. «Per ricostruire un sistema sanitario in Calabria degno di questo nome – ha detto Oliverio, nel suo breve intervento di saluto – bisogna rimuovere definitivamente l’istituto del commissario e dotare il nostro territorio di servizi di base efficaci ed efficienti, capaci di rispondere ai bisogni e alle esigenze dei cittadini. Dal 2010 ad oggi la gestione commissariale, che avrebbe dovuto supplire alla inefficienza della Regione per ricostruire la sanità in Calabria, ha inferto una serie di colpi durissimi che hanno ulteriormente indebolito il nostro sistema sanitario, provocando una serie di conseguenze negative che pesano sulle tasche e sulla salute dei cittadini calabresi. L’ultimo provvedimento assunto in questo senso dal commissario riguarda il taglio unilaterale e indiscriminato delle risorse destinate ai laboratori privati che operano in sinergia con le strutture pubbliche. Ciò comporterà, se non ci saranno i dovuti correttivi, il licenziamento di 3000 persone e l’ulteriore spoliazione dei servizi sanitari a disposizione dei cittadini. È una situazione intollerabile che non può essere assolutamente accettata! Per quanto mi riguarda continuerò a battermi e a lottare perché si metta definitivamente la parola “fine” ad una gestione commissariale che in questi anni ha prodotto soltanto risultati negativi. Questa è l’unica condizione necessaria affinché si possa ricostruire in Calabria un sistema sanitario degno di questo nome, capace di rispondere al bisogno e alla domanda di salute che proviene dai nostri territori. Nessuno di noi ha mai pensato che in comuni delle nostre aree interne come Acri si potessero offrire servizi di altissima specialistica. L’alternativa a ciò, però, non può essere il depauperamento totale e la spoliazione del territorio. I cittadini devono avere la prossimità delle prestazioni che, tra l’altro, comportano anche il decongestionamento degli ospedali hub o spoke, l’intasamento dei Pronto soccorsi, le lunghe e interminabili liste d’attesa». «Oggi – ha aggiunto il presidente della Regione – è una giornata importante per Acri, perché è stato prodotto un fatto. È un primo passo a cui dovranno seguirne necessariamente degli altri. Ha fatto bene la popolazione di Acri a mobilitarsi e a chiedere con forza più servizi e una più qualificata assistenza sanitaria. Quando si parla della salute non ci sono casacche o appartenenze che tengono. I bisogni dei cittadini vengono prima di ogni colore politico. Rispetto ai problemi della salute non possono esserci né populismi, né conservatorismi. Chi si muove agitando queste bandiere, sbaglia. I problemi vanno affrontati e risolti soprattutto quando si tratta delle nostre aree interne, dove il permanere della presenza dell’uomo è legata ai servizi oltre che al lavoro. Altri passi, quindi, seguiranno a quello odierno. Investire sui territori significa, peraltro, recuperare e risparmiare risorse, evitando una migrazione sanitaria che ha comportato e continua a comportare per la nostra regione costi altissimi». «Acri – ha concluso Oliverio – deve rinascere e noi stiamo lavorando in questa prospettiva. Stiamo chiudendo la vicenda della Sibari-Sila, stiamo lavorando perché si proceda all’elettrificazione della galleria sulla 660, abbiamo programmato 30 milioni di euro perché la 660 possa essere raccordata con lo svincolo autostradale evitando Taverna di Montalto, altre iniziative abbiamo messo in cantiere (piattaforma dell’elisoccorso) per fare uscire Acri, che è una delle città più importanti e popolose della provincia di Cosenza, esca definitivamente dall’isolamento».

 

 

Crediti