Fonte: www.corrieredellacalabria.it

 «Una conferenza programmatica della Calabria da tenere entro novembre e nella quale chiameremo a discutere tutti i livelli del Pd ma soprattutto le forze che sono fuori dal Pd affinché possano dirci in che modo riprogrammare un impegno concreto e forte per la Calabria».

È questa la proposta che il segretario regionale del Pd Nicola Irto lancia dall’assemblea e dalla direzione del partito calabrese riunite in sessione congiunta a Lamezia Terme. Irto indica la strada che attende i dem nel prossimo futuro, con lo sguardo rivolto al nuovo congresso nazionale che – spiega il segretario regionale del Pd – deve avere l’obiettivo di «ricostruire un profilo identitario» del partito, che metta «al centro» il tema del Mezzogiorno e nel quale il partito calabrese vuole «dire la sua». E con lo sguardo a un nuovo Pd che per Irto «non dovrà essere più ostaggio di apparati e correnti», che per il segretario dem vanno «scardinati». Irto esordisce: «Oggi riprendiamo da un’analisi del voto, l’abbiamo già fatto subito dopo il 25 settembre ma oggi a un mese dalle elezioni e dopo aver fatto una serie di consultazioni a tutti i livelli territoriali affrontiamo non solo il dato elettorale nella sua interessa ma ci prepariamo a ripartire, riorganizzarci come Pd, sapendo che siamo davanti anche a un’importante apertura di una nuova stagione congressuale che verrà aperta tra qualche giorno con la direzione nazionale e nella quale anche il Pd della Calabria vuole dire la sua nell’ambito di un dibattito imponente sulla nuova forma partito e sul nuovo Pd che verrà. Anche la Calabria – spiega il segretario dei dem calabresi – vuole dare il proprio contributo al cambiamento e alla rifondazione del Pd, e fare una discussione in Calabria negli organismi di partito è un cambio di passo rispetto agli anni del commissariamento. Questo ci può servire per la ripartenza dopo una sconfitta elettorale che nessuno ha mai negato e nessuno ha mai minimizzato. Un’analisi approfondita ci serve per ripartire, per fare un congresso ricostituente, per riposizionare il Pd in Calabria nella sua riorganizzazione e nella sua proposta politica. Noi lanceremo anche importanti iniziative entro novembre, a esempio lancerò la conferenza programmatica della Calabria da tenere entro novembre e nella quale chiameremo a discutere tutti i livelli del Pd ma soprattutto le forze che sono fuori dal Pd affinché possano dirci in che modo riprogrammare un impegno concreto e forte per la Calabria». Per Irto comunque c’è da sconfiggere anzitutto un male endemico del Pd: «Credo – prosegue – che le correnti pesino poco nel Pd calabrese, purtroppo pesano ancora molto a livello nazionale ed è quello che scardinato, che va combattuto e su quello bisogna lavorare per rifondare un Pd che non sia più vittima o ostaggio di apparati e di correnti». Irto si sofferma ancora sul tema congressuale: «Per quanto mi riguarda non sono d’accordo sul cambio del nome, ma quando c’è una discussione ampia è bene farla anche sulle cose apparentemente di dettaglio come il tema del nome. Io non sono d’accordo, penso che oggi abbiamo bisogno di chiarire l’identità del Pd, di ricostruire un profilo identitario del Pd. Abbiamo bisogno – rileva il segretario regionale dem – che il Pd si allinei alla società italiana, non solo e non tanto dei simboli e dei cambi di nome». Da questo punto di vista Irto sembra convinto che «l’opposizione a livello nazionale ci servirà per la rigenerazione del Pd, faremo opposizione in maniera netta, va al governo chi ha vinto le elezioni e non sarà come in passato quando il Pd poi per operazioni diverse andava al governo. L’opposizione farà bene al Pd e alla sua ripartenza, così come in Calabria continueremo l’opposizione. La conferenza programmatica del Pd dovrà servire anche per ricalibrare un impegno di opposizione a un governo regionale che continua, a un anno dalla sua formazione, a fare straordinari annunci, ma purtroppo – sostiene il segretario regionale del Pd – dalle parole ai fatti ancora nulla». Per Irto inoltre il congresso dovrà avere anche una forte connotazione programmatica. «Non c’è dubbio che nella fase congressuale dovremo tenere un punto fermo su questo argomento: il Pd vuole davvero affrontare la questione del Mezzogiorno in maniera seria, sull’autonomia differenziata, sui bisogni, sui luoghi di prossimità? La Calabria non ha votato la destra, che in Calabria raggiunge una percentuale molto più bassa di quella a livello nazionale, c’è stato ancora un voto per il M5S, quindi un voto sul reddito di cittadinanza, sul bisogno, sulla speranza, sulla richiesta di aiuto. Noi – afferma il segretario regionale del Pd – dobbiamo riconnetterci con quella parte di società e per farlo significa prendere impegni per il Mezzogiorno, per questo ritengo che il congresso nazionale debba avere una grande forza di discussione che tenga al centro il Sud, anche in considerazione del fatto che abbiamo un governo nazionale a forte trazione nordista e questo preoccupa rispetto alle scelte. E quindi – conclude Irto – sarà opportuno e importante che il Pd affronti senza timidezze il tema del Mezzogiorno».

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