Fonte: Comunicato stampa

Breve excursus storico:

Il cammino è iniziato con lo studio e relativa stesura della proposta di legge d’iniziativa popolare recante oggetto “Istituzione dei Comuni autonomi di Corigliano Calabro e Rossano …”, successivamente riportata sulle schede all’uopo predisposte per la raccolta firme e depositate il 22 Novembre 2022 dai Promotori presso il competente Ufficio Regionale che ha provveduto al loro vaglio-vidimazione e successivamente in data 1° dicembre 2022 le ha restituite ai Promotori affinché fossero utilizzate per la raccolta firme.  

 Dal 23 Novembre 2022, quindi, iniziò la decorrenza dei termini che la legge concede per la raccolta delle fatidiche cinquemila firme.

Nei sei mesi successivi il C.R.A. con il contributo dei suoi aderenti ed il supporto di una molteplicità di altri soggetti responsabili ha provveduto a dare corpo e dimensione al disagio che la fusione dei due comuni ha generato nella popolazione, di fatto quantizzandola attraverso la raccolta di firme certificate che si è rivelata una vera e propria “manifestazione di interesse sentita e spontanea” della cittadinanza che non aspettava altro se non di essere chiamata e coinvolta, cosa che naturalmente i volontari hanno saputo concretizzare superando agevolmente la quota prevista.

 Il 18 Maggio 2023, quindi, sono state depositate negli uffici del Consiglio Regionale da parte dei Promotori, 7 plichi contenenti in totale il numero di 6.400 (seimelaquattrocento) firme certificate di speranzosi cittadini che hanno sottoscritto la legge: “Istituzione dei Comuni autonomi di Corigliano Calabro e Rossano …”, superando di ben 1.400 la soglia minima richiesta di 5.000.

 Da allora sono trascorsi circa sei mesi ma la regione Calabria ad oggi, ha disatteso tutte le legittime aspirazioni non esprimendo nel merito alcuna determinazione, dimostrando di fatto che l’espressione di volontà di 6.400 cittadini non ha per Lei valore alcuno e nessun significato.

 Il C.R.A di ciò è rimasto molto dispiaciuto insieme a tutta la cittadinanza partecipe, perché la Regione Calabria resta pur sempre organo di Governo anche di quei 6.400 cittadini che vedendosi ignorati in una loro legittima e motivatissima richiesta, hanno scoperto invece di essere, amministrativamente, figli di nessuno.

 Quindi, preso atto di ciò, non è rimasto altro da fare che rivolgersi alla competente Magistratura per veder riconosciuto il proprio diritto all’esercizio della libertà e democrazia. Quindi preso atto di ciò e nel rispetto della forte e decisa volontà degli

elettori e sottoscrittori è stato dato incarico ad un pool di legali, coordinati dall’avv. Pasquale Pellegrino di Corigliano per ripristinare la legalità istituzionale fortemente compromessa dal silenzio della Regione, fondato su una legge connotata da evidenti violazioni della Costituzione e perciò contestabile e sottoposta alle autonome valutazioni del TAR competente per le conseguenti decisioni della Corte Costituzionale. 

Il riferimento è specifico all’art.8 della L.R. 52/2022, quella per intenderci che vieta di intervenire nelle fusioni entro i 15 anni dall’entrata in vigore dalla legge costitutiva, che una volta disapplicata consentirà di recuperare l’armonia tra l’ordinamento dello Stato e quello legislativo regionale. 

Orbene, tale legge è stata approvata nel mentre era in corso la raccolta firme, quindi a procedimento avviato, con l’evidente obiettivo di ostacolarne la riuscita e di fatto vanificare l’iniziativa intesa alla ricostituzione dei due comuni autonomi di Corigliano e Rossano.

A tal fine risponde nella sostanza il ricorso al TAR che dovrà pronunciarsi sulla legge di istituzione dei due Comuni e consentire l’espletamento del referendum consultivo obbligatorio, denegato dalla Regione con il silenzio inadempimento attivato in contrasto con le elementari norme che regolano la materia e che reclamano inconfutabilmente l’ammissibilità della legge proposta e presentata.

 Queste le motivazioni, per sommi capi, che ci hanno indotto, ritenendoci nel giusto, ad avviare il ricorso che è stato presentato a Catanzaro in data 31/10/2023.

Confidiamo che a breve il TAR Calabria si esprimerà nel merito del “giudizio cautelare” per l’avvio di una nuova fase del nostro cammino che si aprirà per il raggiungimento delle legittime aspirazioni delle popolazioni interessate.

 Noi del Comitato, quindi, non siamo mai arretrati di un passo, né demordiamo ora, nella convinzione che sia stato volutamente prodotto un gravissimo danno nei confronti dei cittadini di Corigliano e Rossano deprivandoli delle loro radici storiche-culturali e di fatto trasformandoli in una popolazione di “estranei in casa loro”, condannandoli ad un futuro di promesse senza certezze, cui solo il ritorno alle proprie città originarie potrà porre rimedio, noi siamo nati per questo.

                                                                                                                                                      

 Il Presidente del C.R.A   Arch. Mario Gallina

 

 

 

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