
In una chiesa dei Vasci il prodigio della Madonna di Schiavonea
di Francesco Di Iuri
Tra gli edifici religiosi che hanno segnato la storia e la devozione popolare di Corigliano, un posto di rilievo spetta alla Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, legata agli avvenimenti del 1648 che diedero origine al culto della Madonna di Schiavonea. Si trattava di una piccola cappella ad un solo altare, documentata già nel 1611 e situata appena fuori le mura cittadine, nel quartiere dei Vasci. Proprio questo modesto edificio sarebbe divenuto il teatro di uno degli episodi più significativi della storia religiosa cittadina. Secondo la tradizione, in seguito alle apparizioni della Vergine ad Antonio Ruffo detto Antonaccio, sentinella della Torre del Cupo, il pittore coriglianese Scamardella fu incaricato di realizzarne l’immagine sulla base delle indicazioni fornite dallo stesso Ruffo. I lavori ebbero inizio proprio nella chiesetta dei Vasci, dove l’artista cercò di riprodurre le sembianze della Madonna così come erano apparse durante le visioni. Improvvisamente, nel corso dell’opera, il volto della Vergine apparve completato con una perfezione e una raffinatezza artistica che superavano di gran lunga le capacità del modesto pittore e che furono subito interpretate come il segno di un intervento soprannaturale.

Nello stesso istante, secondo il racconto tramandato dalla tradizione popolare, la campana della chiesetta di Sant’Andrea si mise a suonare da sola, richiamando gli abitanti della zona ad assistere allo straordinario evento. Accorsi sul posto, i fedeli poterono ammirare il volto miracoloso della Vergine, mentre Antonio Ruffo dichiarò di riconoscervi esattamente i lineamenti contemplati durante l’apparizione presso la Torre del Cupo e la chiesa di San Leonardo. Profondamente colpito dall’accaduto, Scamardella non ebbe più l’ardire di intervenire sull’opera e la convinzione che il dipinto fosse stato completato da una mano soprannaturale si diffuse rapidamente tra la popolazione coriglianese, alimentando la devozione e il culto della Vergine, che andava estendendosi ben oltre i confini della città. Le autorità ecclesiastiche, preso atto del crescente entusiasmo popolare e delle numerose grazie attribuite all’intercessione della Vergine, disposero il trasferimento del quadro nella chiesa di San Pietro il 20 settembre 1648. ll 13 ottobre 1648 il dipinto venne trasportato in processione alla chiesa di San Leonardo, presso il Cupo, nel luogo indicato dalla stessa Vergine durante le apparizioni ad Antonio Ruffo. L’evento vide una partecipazione straordinaria di fedeli provenienti anche dai centri vicini, mentre la fama dei fatti prodigiosi legati alla Madonna continuava a diffondersi in tutto il territorio. Ben presto la chiesa di San Leonardo si rivelò insufficiente ad accogliere il crescente numero di fedeli che accorrevano a venerare la miracolosa immagine della Vergine. La diffusione della devozione e il desiderio della popolazione di tributare alla Madonna una dimora più degna spinsero a progettare un nuovo luogo di culto. Il Duca Agostino Saluzzo propose così all’arcivescovo di Rossano la costruzione di un santuario dedicato alla Madonna di Schiavonea, con il titolo di Santa Maria de Illirico, sul sito occupato dalla preesistente chiesa di San Leonardo. Ottenute le necessarie autorizzazioni ecclesiastiche, il 1° giugno 1649 ebbero ufficialmente inizio i lavori di costruzione del nuovo edificio religioso.
Bibliografia
Gravina Canadè Teresa, Le chiese raccontano, Soveria Mannelli, 1995.
Vizzari Domenico, Schiavonea, Corigliano 1993.