
Le foto sono tratte dal sito www.anticabibliotecacoriglianorossano.it
di Giulio Iudicissa
La ripresa è lenta, come sempre accade dopo una guerra. Spesso le difficoltà accendono gli animi e li spingono alla violenza. E perciò che nel luglio del 1919 un nutrito gruppo di persone, di notte, a causa della penuria di generi alimentari, devasta gli uffici comunali ed assale i magazzini della Croce Rossa; e più tardi, nel marzo del 1920, si scontrano in piazza i socialisti ed i nazional-fascisti. Entrambi dicono di lottare per il bene del popolo e pensano di avere ragione. Probabilmente sono degli strumentalizzati.
Che in città, d’altra parte, ci sia tanta povertà lo dimostra un altro fatto: le Suore Clarisse si ritrovano in tanta miseria da essere costrette, tra il settembre e l’ottobre del 1919, a lasciare il loro convento e a trasferirsi in conventi dei comuni vicini.

Nell’ottobre del 1920, al Comune viene eletto un sindaco socialista.
Intanto, tanti altri avvenimenti incalzano impetuosamente. Il 7 aprile del 1921 nasce ufficialmente la sezione del Partito Nazionale Fascista e nel maggio dello stesso anno si verificano ancora scontri in piazza tra socialisti e fascisti. Anche Corigliano è ormai in mano ai fascisti e di essi la famiglia più rappresentativa è quella dei Fino. I due fratelli Vincenzo e Gaetano sono Sindaco e Podestà ed occupano tutte le cariche più prestigiose nella città e nei dintorni. Corigliano diventa sede di confinati politici.
Tra tante note tristi, ce n’è una buona: nel novembre del 1938 viene istituito il Liceo scientifico.

A rendere più difficile la risalita è la Seconda guerra mondiale. Essa aumenta povertà e disordine ed ai morti del primo conflitto ne aggiunge altri 91. Nella città si ripetono le stesse scene: c’è chi manca di tutto, chi ha solo l’essenziale, chi si arrangia ricorrendo al nascente mercato nero. Quando la guerra tra i popoli finisce, restano ovunque le ferite e, soprattutto, i rancori tra la Destra e la Sinistra.
Un segno? L’11 novembre 1945, all’Acquanova, in occasione di un comizio monarchico, le opposte fazioni si scontrano e lo scontro degenera in guerriglia. E’ un miracolo se la giornata non termina in tragedia.

Nel marzo del 1946, si svolgono le prime libere elezioni, dopo la parentesi del fascismo e della Seconda guerra mondiale. Le vince il centro-destra e al referendum istituzionale del 2 giugno del 1946, i monarchici risultano 4.057, mentre gli elettori repubblicani sono 3.931.
Ci vogliono gli anni cinquanta perché ritorni, se non la normalità, almeno un clima che lentamente prepari il terreno alla normalità. (Fine seconda parte)