
dalla pagina facebook di Alessandro Quarta – personaggio pubblico –
Ci sono cose che comprendiamo soltanto quando sono già accadute.
Amori che non abbiamo riconosciuto mentre ci stavano scegliendo.
Persone che ci hanno voluto bene in un modo che allora non sapevamo leggere.
Occasioni davanti alle quali siamo rimasti immobili, convinti che ci sarebbe stato un altro momento, un altro giorno, un’altra possibilità.
Forse diventare adulti significa anche questo: imparare che la nostra vita non è fatta soltanto di ciò che abbiamo conquistato.
Siamo anche quello che non abbiamo osato.
Le parole rimaste in gola.
I treni guardati partire.
Le porte davanti alle quali abbiamo esitato troppo a lungo.
E siamo persino i tentativi falliti, perché certe sconfitte ci hanno costruito molto più di alcune vittorie.
Poi ci sono le persone.
Ed è questa la parte alla quale non ci si abitua mai.
Un giorno qualcuno è presente: puoi telefonargli, incontrarlo, arrabbiarti con lui, rimandare un abbraccio. Fa parte del tuo presente con quella naturalezza che ci fa credere, stupidamente, che le cose importanti siano eterne.
Poi, improvvisamente o lentamente, quella persona comincia a essere raccontata al passato.
Era. Diceva. Rideva. Amava.
Non conosco verbo più crudele di un imperfetto pronunciato pensando a qualcuno che abbiamo amato. È intollerabile che le persone che conosciamo diventino passato.
Eppure forse proprio questa intollerabilità dovrebbe insegnarci qualcosa: a riconoscere prima.
Prima l’amore.
Prima la felicità.
Prima chi ci sta scegliendo.
Prima il desiderio che continuiamo a rimandare.
Perché trascorriamo una parte enorme della vita pensando di avere tempo.
E forse il tempo è proprio questo: la distanza tra ciò che avevamo davanti agli occhi e il momento in cui finalmente ne comprendiamo il valore.