
di Giacinto De Pasquale
“Rocco quando manca alla fine?” “Una manciata di secondi. Ecco, proprio adesso l’arbitro ha fischiato. Il Corigliano batte la Villese per 1-0 ed è promosso nel campionato dell’Interregionale”. Era domenica 1° giugno 1986 e allo stadio “Comunale” di Catanzaro (due anni più tardi verrà intitolato al grande presidente Ceravolo) i biancoazzurri coriglianesi di mister Vastola, grazie agli spareggi raggiungevano il Corigliano Schiavonea (di mister Teobaldo Del Morgine) nel massimo torneo tra i dilettanti. Fu quella, la 1985/1986, un’annata storica per il calcio coriglianese, con due sue squadre promosse insieme nel campionato dell’Interregionale, che qualche anno più tardi tornerà ad essere la serie D attuale. Il traguardo raggiunto dai biancoazzurri di capitan Mario Scarcello, non fu facile, ma alla fine venne centrato con pieno merito.

Nella foto il Corigliano 1985/86: in piedi da sin. Scarcello, Licciardi, Lione, Giudice, Mazzei, Cairo; accosciati da sin.: Spina, Crispino, Ghidini, Mazziotti, Durante
Tra i protagonisti di quel campionato c’era Vincenzo “Enzo” Spina, attaccante di serie superiore, capace di incantare gli spalti, perché esprimeva un calcio bellissimo e ricco di passione. Quel pomeriggio di 40 anni a raccontare le gesta dell’undici guidato da Gianni Vastola, era il compianto Rocco Logozzo, che con la voce rotta dall’emozione riferiva dell’impresa. Il grande tecnico ravennate, Vastola, il caro amico e collega Rocco, non sono più tra noi già da tempo, e adesso, purtroppo, è toccato a Enzo Spina. Il fortissimo e funambolico attaccante di Acri, ci ha lasciati nei giorni scorsi in maniera prematura. Ancora, per me, una pagina dolorosa, dopo quella del caro amico Gigi Mari. Spina era l’attaccante che ogni squadra avrebbe voluto, perché con il suo estro era capace di cambiare l’andamento di una partita.

Nella foto da sinistra a destra: Angelo Mocciaro, Enzo Spina e Luciano Folladore
Enzo andava “gestito” bene, perché il suo modo di interpretare il calcio lo portava, alcune volte, a non essere del tutto disciplinato. Tecnici come Vastola lo hanno saputo gestire e in quella fantastica stagione 1985/1986 Spina realizzò 11 reti in 22 gare, molte delle quali risultarono decisive ai fini della promozione nell’Interregionale. Il destino non è stato benevolo con Spina, perché tutta una serie di circostanze hanno fatto si che il forte attaccante rimanesse qui nel calcio dilettantistico calabrese, mentre avrebbe meritato palcoscenici calcistici prestigiosi. Enzo è andato via troppo presto, avrebbe meritato di godersi per lungo tempo questa vita che, per certi versi, era stata “avara” nei suoi confronti. Però Enzo era molto amato. Lo testimoniano i tanti attestati di stima che il caro Spina ha ricevuto da ogni parte della Calabria.

Nella sua Acri nelle ore immediatamente successive alla notizia della sua morte è stato esposto uno striscione con la scritta “Un pezzo di storia della vera Acri e del vero calcio – Ciao bomber Spina”. Tutto vero, lo sottoscriviamo in pieno perché Enzo era nato per fare calcio, era nato per deliziare le platee, nel suo DNA c’era una sfera di cuoio. Spina ha giocato nel Corigliano per quattro stagioni calcistiche, non consecutive. Iniziò nella stagione 1980-81 proprio con mister Vastola nel campionato di promozione (allora girone unico). In quel campionato il Corigliano lottò con il forte Crotone che alla fine vinse con un solo punto di distacco sul Corigliano che, comunque, insieme al Castrovillari, al Cassano, al Trebisacce e alla Vibonese vennero ripescate nell’Interregionale. La “rosa” dei giocatori di quel Corigliano era davvero di primo piano: Aloe, Aquino, Belsito, De Gennaro, Marasco, Macri, Perrone, Scarcello, Spina, Tucci, Vennari e Bompani. L’anno successivo Spina faceva parte dell’organico dei biancoazzurri nel campionato dell’Interregionale. Il girone I venne vinto dalla Gioiese il Corigliano finì all’ottavo posto.

La rosa del Corigliano era composta oltre che da Spina, da Aquino, Aloe, Avventuroso, Bennardo, Cairo, Carditello, De Donato, Durante, Gatto, Goteri, Macri’, Mancuso, Montesanto, Morello, Ranieri, Ritacco, Russo, Scarcello, Sestito, Silva e Stumpo. Nella stagione 1982-83 ancora campionato dell’Interregionale, il Girone I venne vinto dai campani dell’Afragolese, il Corigliano finì in nona posizione. Gli allenatori in quella stagione furono Franco Gagliardi prima e Nuccio Vigliarolo poi. Questi invece i giocatori a disposizione: Abate, Aquino, Brancati, Cairo, Canino, Caputo, Celi Franco, Costantino, De Vito, Denaro, Esposito, Macrì, Madeo, Messina, Russo, Scarcello, Spinelli, Stumpo e Venneri. L’ultima stagione nella quale Spina vestì la casacca biancoazzurra fu, come detto, il 1985-86. Campionato di promozione girone unico. Fu il Corigliano Schiavonea a vincerlo con un solo punto di distacco (41 a 40) su tre formazioni: Corigliano, Deliese e Villese.

Nella foto Vincenzo Spina con la maglia dell’Acri
Così per determinare la seconda formazione che avrebbe seguito il Corigliano Schiavonea di Teobaldo Del Morgine nell’Interregionale furono necessari gli spareggi. Si incominciò con Deliese-Villese il 15 maggio 1986 al “San Vito” di Cosenza, finì 1-1. Tre giorni dopo, sempre al San Vito, si affrontarono la Deliese ed il Corigliano, anche questa gara terminò 1-1. Decisiva risulterà la terza gara, quella del 1° giugno a Catanzaro di cui ho già scritto. In questa stagione fu il tecnico Enzo Scalise ad iniziare il campionato, ma dopo qualche giornata venne esonerato ed al suo posto tornò Giovanni Vastola. La rosa dei giocatori di quella stagione era composta da: Brancati, Cairo, Capacchione, Cimino, Cordua, Crispino, Durante, Fera, Formaro, Ghidini, Giudice, Iannini, Licciardi, Lione, Marasco, Mazzei, Mazziotti, Nicolosi, Prete, Ranieri, Sbaiz, Scarcello e Spinelli. Questi i campionati disputati dal grande Enzo Spina con il Corigliano. Ricordarlo è il giusto tributo che merita chi ha saputo incarnare l’essenza del gioco del calcio. Un calcio che, purtroppo, oggi non esiste più.

Una foto recente di Vincenzo Spina
Mi piace citare il collega Franco Bifano che sul sito www.acrinrete.info nel ricordare Spina, tra l’altro, ha scritto: “Sono sicuro che Enzo da lassù, continuerà a guardare le partite e a trasmettere passione e determinazione anche ai ragazzi della Virtus Acri e a tutti quelli che si avvicineranno al calcio”. Ne sono convinto anch’io, perché il calcio cosiddetto “moderno” avrebbe bisogno, come il pane, di talenti come Vincenzo Spina, perché vi è bisogno di un calcio vero, fatto da tanta passione, generosità ed estro. Caro Enzo riposa in pace, certamente chi avrà avuto la fortuna di conoscerti, ma soprattutto di vederti in campo, non ti dimenticherà mai.