
dalla pagina del profilo facebook di padre Giovanni Cozzolino O.M.
San Francesco di Paola ha portato l’acqua a Corigliano-Rossano. L’ha trovata al Bosco dell’Acqua in contrada Prastìa nel 1476-78. Il popolo dice che disse: “Sorella acqua, seguimi”. In realtà doveva portarla solo al convento che stava costruendo. Ma fece una cosa grandiosa: con 300 coriglianesi costruì il Ponte Canale, alto 19,90 metri, e la portò fino alla città medievale, all’Acquanova. Come ho documentato nel mio libro Il Bosco dell’Acqua – Editoriale Progetto 2000, proprio lì, da dove ha fatto uscire l’acqua, c’è un’edicola sacra del 1500, già esistente dal 1550. I nostri padri l’hanno costruita lì perché quel luogo dove il Santo ha fatto il miracolo è sacro. E sulla roccia c’è incisa la data dei lavori del 10 agosto 1933. Quell’acqua sacra ha dissetato Corigliano per 500 anni. Alla fine degli anni ’70 è stata staccata. Da allora si perde nel bosco. Il 7 settembre 2010, l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Pasqualina Straface annunciava ufficialmente: acque di nuovo potabili, restituiti al centro storico 518.400 litri al giorno. Acqua pura come quella del Pallistro. Poi di nuovo abbandonata.

E nel 2020, nella sua relazione, la stessa Pasqualina Straface denunciava che tutto il centro storico resta quotidianamente senza acqua dalle ore 14 in poi, tutti i giorni, anche a Natale e Capodanno.
Oggi, nel 2026, siamo ancora qui: l’acqua sacra di San Francesco si perde sotto l’edicola del 1500 a Prastìa, mentre il centro storico ha sete.
Per questo mi rivolgo con forza alle Istituzioni:
Alla Regione Calabria – Dipartimento Ambiente
A Sorical e all’ATO Idrico della Calabria
Al Comune di Corigliano-Rossano
Alla Soprintendenza per la tutela dell’edicola del 1500 e del Ponte Canale
Al Parco Nazionale della Sila e al Consorzio di Bonifica
Chiedo di voler ripristinare quest’acqua sacra:
Sopralluogo congiunto e pubblico alla sorgente di Prastìa, proprio dove c’è l’edicola del 1500
Nuove analisi di potabilità e verifica della portata
Recupero immediato della storica conduttura fino al serbatoio del centro storico, come già avvenuto con successo nel 2010
Non è leggenda. È l’acqua sacra di San Francesco. È il bene comune. Riportiamola a casa.
Padre Giovanni Cozzolino