
Giacinto De Pasquale
Rovistando un pò sui vari profili facebook amici, mi sono imbattuto in un post di Gianluca Matarazzo. Gianluca parla del Tour de France, la più grande e completa corsa a tappe del mondo, parla del campione e dominatore dell’edizione 2026 appena conclusa, lo sloveno Tadaj Pogacar, e poi propone una riflessione che faccio mia perchè Gianluca ha colto l’essenza del ciclismo che conta, che ti fa palpitare, ti coinvolge in maniera passionale e viscerale. Anch’io in questi giorni ho visto le varie tappe del Tour, soprattutto quelle dove i corridori dovevano scalare vette impossibili.

Strade già percorse negli anni scorsi da tanti campioni che oggi hanno “appeso” la bicicletta al chiodo e chi, invece, non c’è più come Marco Pantani. Rivedo ancora Pantani domitore di tante montagne francesi come l’Alpe D’huez. Ancora oggi a distanza di circa 30 anni vado sul canale Youtube per “rivivere” alcune imprese storiche del pirata, proprio perchè a distanza di tanto tempo “il pirata mi manca”. Marco Pantani era l’essenza del ciclismo, era colui che ti entusiasmava, ti lasciava senza fiato, perchè tu eri con lui a scalare la montagna. Ed ecco perchè condivido il post di Ginluca Matarazzo che qui riporto integralmente. “Mi sono ritrovato a guardare qualche tappa del Tour questa settimana. Era da tanti anni che non lo seguivo davvero, ma ero curioso di vedere il fenomeno del momento. Sì… è un campione. Fortissimo. E i record che sta facendo parlano da soli.

Ma mentre lo guardavo, dentro di me cercavo quelle emozioni che provavo una volta. Quelle che mi facevano stringere i pugni davanti alla televisione. Quelle che mi facevano venire i brividi quando un uomo piccolo, con la bandana, si alzava sui pedali e decideva che era arrivato il momento di attaccare. Marco Pantani non correva soltanto. Faceva sognare. Ieri hanno battuto un suo record. Ma c’è una cosa che nessuno potrà mai battere: le emozioni che il Pirata ci ha regalato. Perché i record appartengono ai numeri. Le emozioni appartengono al cuore. Eternamente Marco Pantani