
di Giacinto De Pasquale
La Conferenza Unificata, nei mesi scorsi, ha approvato il nuovo Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, uno strumento strategico che consente di garantire continuità ai servizi assistenziali e, allo stesso tempo, di rafforzare l’offerta per le persone più fragili. Un passaggio considerato decisivo dalle Regioni, che però ora chiedono un’accelerazione concreta, perché senza lo sblocco delle risorse, avvertono, il rischio è di mettere in difficoltà i territori e interrompere interventi essenziali.
Il Piano poggia su una dotazione complessiva di circa 3 miliardi di euro nel triennio, con una crescita progressiva degli stanziamenti: oltre 982 milioni nel 2025, 934 milioni nel 2026 e più di 1,1 miliardi nel 2027.
Il Piano conferma e rafforza l’impianto già avviato nella programmazione precedente, puntando su integrazione sociosanitaria, assistenza domiciliare, progetti personalizzati basati su valutazione multidimensionale e sostegno ai caregiver familiari.

I destinatari sono persone che, a causa di particolari condizioni di salute (fisiche, psicologiche o biologiche) oppure per ragioni sociali o relazionali, senza un’assistenza continuativa vedono fortemente limitata la propria partecipazione alla vita quotidiana.
Il piano si rivolge in particolare a persone con disabilità fino ai 70 anni (per gli over 70 è previsto un altro programma in via di definizione come indicato dalla legge 33 del 2023, che ha previsto un Piano nazionale dedicato agli anziani non autosufficienti) che si trovino in particolari condizioni socio-assistenziali ed economiche.

L’importanza che assumono queste risorse per i vari comuni italiani chiamati a porre in essere il piano per le non autosufficiente, viene analizzata ed esplicitata da Tina De Rosis, funzionaria del Comune di Corigliano-Rossano, in un interessante ed articolato articolo pubblicato sul numero 12 della rivista in abbonamento del Sole24Ore “Smart 24” lavoro pubblico. Titolo dell’intervento della dottoressa De Rosis è “Assunzioni negli Ambiti Territoriali Sociali, le risorse per i Pua non incidono sui limiti di spesa. Fondo Non Autosufficienze, la Corte dei conti chiarisce l’applicazione della neutralizzazione prevista dall’articolo 57 del D.L. n. 104/2020”. Si tratta di un intervento molto qualificato e che riveste non poca importanza per gli addetti ai lavori, chiamati quotidianamente a districarsi in argomentazioni e situazioni alquanto delicate. Essendo la rivista in abbonamento riportiamo di seguito la parte iniziale dell’articolo: “I finanziamenti del Fondo per le non autosufficienze destinati, tra l’altro, al rafforzamento dei Punti Unici di Accesso (PUA) e gestiti nelle programmazioni degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) non impattano sui tetti di spesa degli enti locali. Con la deliberazione n. 10/2026/QMIG, la Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti chiarisce l’ambito di applicazione del regime di neutralizzazione contabile previsto dall’articolo 57, comma 3-septies, del DL 104/2020. Per memoria collettiva ed ai fini di una più chiara collocazione della menzionata deliberazione n. 10/2026/QMIG, riportiamo il contenuto del c. 3-septies richiamato in precedenza:…