
A tutti fa piacere essere riconosciuti, apprezzati e sentirsi importanti. È un desiderio che abita il cuore di ciascuno di noi.
Eppure il Vangelo di questa domenica ci invita a guardare oltre le apparenze e ci ricorda che la vera grandezza non nasce dal posto che occupiamo, ma dal modo in cui scegliamo di amare e di metterci al servizio degli altri.
È una Parola che ci invita a vivere con più semplicità e umiltà, lasciando da parte il bisogno di apparire per riscoprire la gioia di essere figli amati da Dio.
Vi invito ad accogliere questa riflessione con il cuore aperto, lasciandovi sorprendere ancora una volta dalla sapienza del Vangelo.
Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto
(Mt 16, 21-27)
Lo avevamo ascoltato increduli!
Non potevamo accogliere una logica simile, né sostenere il suo discorso, completamente diverso dalle nostre aspettative e da ogni umana ragionevolezza.
Perché il messia avrebbe dovuto essere condannato, soffrire, essere ucciso? Perché? Non era venuto per salvare Israele dai romani? Non era forse il Figlio di Dio?
E, cosa voleva dire risorgere il terzo giorno? Quel giorno ci aveva spiegato ogni cosa con trasparenza cristallina, con tranquillità d’animo e tanta semplicità. Cosa dire? Nulla!
Avevamo solo bisogno di tempo per riflettere e accogliere il suo annuncio, mentre continuavamo a stare con lui.
Il Signore vi accompagni sempre.