
PRECISAZIONI DI ERNESTO SCURA IN MERITO ALLE GOFFE STRONZATE DI STEFANO BONACCINI CHE PUR AVENDO STUDIATO “POCHISSIMO”, VOTANDO PER LA SINISTRA RISCUOTE SUCCESSO SU…CESSO
VIP, SEGRETARI DI PARTITO, SENZ’ARTE, NÈ PARTE
-ENRICO BERLINGUER, non ha mai conseguito la laurea.
-MASSIMO D’ALEMA, non ha mai conseguito la laurea
-VALTER VELTRONI, bocciato ignominiosamente al liceo Torquato Tasso di Roma, ripiegò sulla frequenza di un Istituto Professionale per la Cinematografia in cui l’impegno più gravoso era limitato alla visione di film. E non vi dico la spossatezza, al termine dalla giornata, per quel gravoso impegno.
-STEFANO BONACCINI: titolo di studi maturità scientifica. Non ha mai conseguito la laurea.
ENRICO BERLINGUER
Nobile che discendeva “per li rami’ da una famiglia di marchesi, padroni di latifondi in Sardegna, godeva del privilegio delle ricchezze di famiglia. GIANCARLO PAJETTA, esponente di primo piano del partito comunista (tanto per cambiare anche lui privo di laurea, titolare di sola licenza ginnasiale, odiava tutti i padroni, tutti i ricchi e tutti i nobili, figuriamoci uno come Berlinguer, che quei requisiti li assommava in pieno, predestinato da Togliatti alla guida del partito comunista, a proposito di Berlinguer, sarcasticamente ebbe a dire:
“DI NOBILI ORIGINI NATO, S’ISCRISSE, GIOVANISSIMO, SALLA DIREZIONE DEL PARTITO”.
MASSIMO D’ALEMA
È stato segretario della Federazione Giovanile Comunista, segretario del PDS Partito Democratico della Sinistra, poi presidente dei DS, Democratici di Sinistra, poi Capo del Governo Italiano nelle cui funzioni non fece mancare una guerra in cui bombardò la Serbia. D’ALEMA: scarpe (mocassini) da 1.000 euri, yacht di lusso e persino una casa di ente pubblico in fitto, a prezzo stracciato, nel centro di Roma (che una volta scoppiato lo scandalo a seguito delle rivelazioni del quotidiano “il Giornale” fu indotto precipitosamente a lasciare), viveva (e vive) da PADRONE. Oggi, nel mentre non si fa sfuggire ghiotte occasioni di mediazioni internazionali, si gode i frutti pensionistici di parlamentare per ben sette legislature.
VALTER VELTRONI
Anche lui con casa in fitto, di Ente Pubblico, a Roma, a prezzo stracciato, fu coinvolto in quello scandalo ma, spudoratamente, non abbandonò mai quella casa e, ancora oggi, ne sfrutta la pacchia. Dopo una militanza giovanile nel Partito Comunista, si riciclò nel PDS di cui divenne segretario in nome del quale, o di una delle sue metamorfosi, fu, per ben due volte, sindaco di Roma. Per ben sei volte fu deputato, due volte ministro e, una volta, fu persino vicepresidente del consiglio e direttore de “L’Unità”. Legittimamente può godere dei benefici pensionistici derivanti da ognuno di quegli incarichi, a partire anche dal ruolo svolto nella FGCI e chissà che non anche da quello di venditore di salamelle alle Feste dell’Unità.
STEEFANO BONACCINI assessore a Campogalliani, segretario del PDS di Modena, consigliere provinciale, segretario dei DS di Modena, poi del PD dell’Emilia Romagna, poi presidente della Regione, poi segretario nazionale del PD e, dulcis in fundo, parlamentare europeo PD.
COME SI PUÒ VEDERE LA CARENZA DI “CURSUS STUDIORUM” TIRA PIU DI CENTO PARIGLIE DI BUOI
Questi ineffabili signori hanno sempre svolto “lavori” in cui non era richiesto alcun titolo di studi, avvalendosi, come uniche credenziali, del privilegio di godere di “Chiara Fama”.
Ernesto Scura

P.S.
Palmiro Togliatti amava circondarsi di collaboratori fedelissimi e, a scanso di future defezioni dovute ad eventuali ripensamenti ideologici o cambi di casacca, per inveterata diffidenza, preferiva chi era privo di titoli di studio che potessero, domani, consentirgli l’abbandono dell’attività politica in seno al partito per svolgere un’attività professionale tale da renderlo indipendente economicamente e quindi libero di sprecare tutto il patrimonio economico e culturale di cui il partito lo aveva gratificato, magari, addirittura, schierandosi in campo avverso. Insomma dovevano tagliare i ponti col passato ed essere legati indissolubilmente al Partito, al quale dovevano riconoscenza per tutta la vita, senza possibili alternative. Del resto i sostanziosi emolumenti parlamentari aiutavano a far loro accettare quel diktat. Oltre agli esponenti sopra menzionati è da ricordare:
-Achille Occhetto: titolo di studi maturità classica
-Luigi Longo: titolo di studi licenza media
-Pietro Secchia: titolo di studi maturità classica
-Celeste Negarville: titolo di studi 5ª elementare
-Giuseppe Di Vittorio: titolo di studi licenza di 3ª elementare