
Nel Vangelo di questa domenica Gesù racconta di un padre che chiede ai suoi due figli di andare a lavorare nella vigna. Uno risponde di no, ma poi cambia idea e ci va. L’altro dice subito di sì, ma alla fine non va.
È una parabola semplice, ma che può farci riflettere molto. Perché Gesù ci ricorda che nella vita di fede non sono soltanto le nostre parole a parlare di noi: contano le scelte che facciamo, i passi che compiamo, il modo concreto in cui viviamo ciò in cui diciamo di credere.
Forse questa Parola arriva proprio nel momento giusto, può essere l’occasione per chiederci non soltanto che cosa diciamo di voler fare, ma quali passi concreti siamo disposti a compiere per vivere ciò che davvero conta per noi.
Non ne ho voglia.
Ma poi si pentì e vi andò
(Mt 21, 28-32)
Sia il primo che il secondo figlio non hanno voglia di andare a lavorare nella vigna di famiglia; la differenza la fa il secondo figlio che subito dice di no, si ribella al Padre.
Ad un certo punto, però, dentro di lui avviene un cambiamento, un pentimento che ribalta la prospettiva e le scelte.
Il secondo figlio è onesto, non nel senso che dice quello che gli pare, ma è onesto con sé stesso: si guarda dentro, verifica i propri desideri e le proprie emozioni, quindi si ravvede.
Non dobbiamo preoccuparci se come questo figlio diciamo di no al Padre quando ci chiama alla conversione: ciò che importa è il nostro ripensamento, se ci alziamo dal divano, diciamo sì e finalmente cambiamo.
Ciò che conta davvero è la nostra capacità di vedere se ci stiamo allontanando o avvicinando a Dio e ai fratelli.