
Fonte: Pagina Facebook di Mario Gallina
Cara città di Corigliano-Rossano mi rivolgo a te anche se so che sei un ectoplasma, il prodotto di un’alchimia burocratico amministrativa, la materializzazione del non luogo desiderato da coloro che hanno insito nel certificato di nascita il complesso di inferiorità della periferia che non tollerano il vivere in provincia e per i quali mettere il naso fuori dal perimetro urbano portandosi in una qualsiasi città vivono drammaticamente il ritorno tra le avite mura ché nella vita del piccolo borgo sentono imprigionata la loro grande dimensione dell’io che per dimensione ridotta non può contenerlo!
E più in particolare, devo denunciare che i più gravi portatori di questa sindrome non siano numericamente e viralmente gli autoctoni, gli indigeni i nativi, senza offesa per i luoghi, ma coloro che in questi territori si sono trasferiti con provenienza dai borghi minori circostanti, gli immigrati che nella migrazione hanno puntato tutto
per la realizzazione di vivere in un paese più grande che somigliasse più ad una città, più del piccolo borgo che hanno lasciato in ricerca di miglior fortuna che sicuramente una più grande comunità avrebbe loro proposto!

Ecco sono questi soggetti che hanno introiettato l’idea di voler vivere in un realtà urbana “in progress” in crescita continua che non si accontentano dello status quo, e sono, guarda caso proprio nel nostro specifico, coloro responsabili materialmente della applicazione “anomala” della legge della fusione che naturalmente ha poi aggregato tutti gli altri portatori del complesso di inferiorità indotto, secondo la formula sotto riportata
della Legge della fusione :
fusione=+ Grande.
+ Grande= + forte
+forte= + dominio di aree e persone
+dominio di aree e persone=+potere.
Ecco cara città mai nata, tu sei stata la concretizzazione del sogno di coloro che qui a Corigliano e Rossano si sono realizzati, ma che alle Città ospiti non sono mai stati grati, e che non appena c’è stata la possibilità di distruggerle lo hanno fatto senza remore alcune, una sorta del complesso di Edipo dell’ospite!
Questo giustifica il perché a costoro non interessa assolutamente nulla della storia e del passato delle due città! Per loro sono (inconfessabilmente) un inutile orpello al quale dedicare un po’ di tempo e qualche commemorazione, ma niente di più!
Tutto deve essere cambiato, rinnovato, tutto anche naturalmente il nome per suggellare il completamento dell’opera!
Ed a chi spetta fare la proposta? Ma naturalmente per restare in linea con quanto accaduto finora a chi non appartiene a questo territorio né per natali né per storia!
Così, cara città mai nata tu sei sempre oggetto degli interessi di cittadini provenienti da altri lidi che vorrebbero vederti nascere o morire sotto altre spoglie, sotto altri toponimi senza averti vissuto e conosciuta, e questo per certi versi mi fa un po’ ingelosire perché vuol dire che sotto sotto sei viva, attrattiva ed ancora affascini le donne e gli uomini ed aspetti di tornare come ti vogliono coloro che ti amano e rispettano le realtà che da sempre sono e saranno le tue nuove e vecchie essenze:
se non sei mai nata non vuol dire che non potrete RINASCERE!