
di Cristian Fiorentino
La ventunesima edizione dei festeggiamenti di San Francesco al Monte ha rimarcato ancora una volta il culto in onore del Santo Patrono. Cinque giornate piene, tra il 26 e al 30 agosto, e tanti momenti coinvolgenti per un evento che ha toccato le contrade montane coriglianesi di Baraccone e Piana Caruso. Celebrazioni estive incentrate sul “Santo Primo Cittadino” vissute tra sentimento e partecipazione grazie al programma proposto dalla comunità dei Padri Minimi di Corigliano e dal consiglio pastorale. Elogi che vanno ripartiti tra tutti coloro, religiosi e laici, che si sono spesi per la riuscita della manifestazione attraverso un sapiente lavoro sinergico.

Con passione e amorevolezza tante anime hanno guidato questo storico appuntamento riuscendo negli intenti proposti. Patrocinate dall’arcidiocesi di Rossano-Cariati e dal comune e grazie al sostegno di diversi partner, le frazioni presilane di Corigliano hanno reso omaggio a San Francesco di Paola con grande calore e armonia. Festa istituita nel 2005 dal già Superiore e parroco del convento dei Minimi di Corigliano da Padre Giovanni Cozzolino, oggi tra i Padri Minimi del santuario coriglianese, che quest’anno ha avuto un interessante proemio martedì 25 agosto. Presso la chiesa di Piana Caruso, infatti, vissuto un viaggio letterario, tra attualità e letture, dal tema “Confronto tra San Francesco d’Assisi e San Francesco di Paola” in occasione dell’anniversario dell’VIII Centenario del Ritorno alla Casa del Padre del Poverello d’Assisi.

Grazie all’associazione “Amici dell’Arte”, guidata egregiamente dal professor Giuseppe De Rosis, declinate poesie e scritti che hanno fatto risaltare due “Umili Santi” ma “Giganti della Fede”. Mercoledì 26 agosto, invece, contrada Baraccone ha accolto la statua del Santo Patrono dove, presso la chiesa della comunità montana, sono state officiate le celebrazioni. Giovedì 27 agosto, il simulacro in Peregrinatio è stato accompagnato a Piana Caruso dove in largo Giusto Pago i fedeli hanno accolto e scortato l’effigie di S. Francesco di P. sino alla chiesa. Tra i riti professata per tutte le giornate di festa, oltre al Santo Rosario e alle Sante Messe, anche l’originale canto della preghiera coriglianese al Santo. Venerdì 28 agosto, identico iter di funzioni così come sabato 29 agosto.

Domenica 30 agosto, invece, prima Santa Messa al mattino mentre la Solenne Celebrazione Eucaristica alla sera, animata dalla sempre ineccepibile corale del santuario e dai gruppi parrocchiani, è stata officiata dal correttore provinciale dei Frati Minimi di S. Francesco di P. Padre Antonio Bottino e concelebrata dal parroco e Superiore di Corigliano Padre Ivano Maria Scalise. A margine, i Padri Minimi, le note della banda musicale e i fedeli hanno accompagnato la Sacra Effige del Santo in zona Belvedere per la consueta benedizione sulle campagne, la città, i devoti e tutto il creato. Al rientro in chiesa omaggio e ringraziamento al Santo. Oltre ai portatori della statua e ai Terziari Minimi, tanta gente comune ha voluto condurre il simulacro a spalla lungo il corteo. Acclamazioni, applausi e l’immancabile e tradizionale grido “Ebbiva ru Vijecchi” hanno armonizzato l’intera processione. Per i festeggiamenti civili, le serate sono state animate al Baraccone dallo show di Maurilio Viteritti, e a Piana Caruso dall’autore Gianfranco Ferrarese con “Poesia e Musica”, dal noto vocalist “Ali The Voice Dj” e “Franky Roman Deejay”, dal concerto della famosa band “Le Pecore Nere” e dallo spettacolo musicale di “Mama Ska”.

Non sono mancati anche tanti stand con prodotti di artigianato e degustazioni gastronomiche. Per la comunità coriglianese, in questa versione estiva di festa patronale, è stata l’ennesima occasione per tributare il proprio affetto verso S. Francesco di P. e rinnovare il profondo rapporto che persiste da secoli tra le generazioni. Traendo spunto dalle riflessioni emerse dai festeggiamenti di San Francesco al Monte e riscoprendo il Credo professato dal Santo Patrono, tuttavia, si potrà coltivare la Carità, vero faro di S. Francesco, e la Pace, bene prezioso e fondamentale per il Santo Paolano, di cui oggi tanto si parla ma bene vitale per la concordia tra popoli di varie estrazioni, colore o religioni ma anche per le più semplici relazioni nei nuclei familiari.