
di Cristian Fiorentino
Nella serata di giovedì scorso, 22 ottobre 2026, l’Unità Pastorale di Thurio ha dato ufficialmente il benvenuto al nuovo co-parroco Don Agostino Stasi. Dopo l’esperienza pluriennale presso la “San Giovanni XXIII” e attuale cappellano della cappellina dell’ospedale “Guido Compagna”, nel centro storico coriglianese, nei mesi scorsi l’Arcivescovo Monsignor Maurizio Aloise lo ha destinato ad una nuova missione. Don A. Stasi, in effetti, è stato assegnato nelle funzioni di co-parroco alle comunità coriglianesi di “San Nicola”, nella contrada di Fabrizio, di “Sant’Apollinare”, nella frazione di Apolinnara, e di “San Telesforo” proprio a Thurio. Collettività ricadenti nell’Unità Pastorale di Thurio dirette fino adesso sapientemente da Don Vittorio Salvati che giovedì scorso sarà affiancato da Don A. Stasi. Vice Parroco Don Marco Fazio.

Celebrazione Eucaristica di ingresso officiata dal vicario generale diocesano Don Pino Straface e concelebrata dai parroci e dal vice-par. nonché da Don Emanuele Tagliaferro della “San Gaetano Catanoso”. Presenti alla liturgia i parrocchiani delle tre comunità dell’Unità Pastorale, i rappresentanti della comunità “San Giovanni XXIII”, della cappella “S. Giuseppe Moscati” e dell’Unitalsi di cui Don Agostino è assistente spirituale. Santa Messa che ha avuto luogo presso la chiesa “San Telesforo” a Thurio dove gli onori di casa sono spettati a Don V. Salvati che si è detto ben felice di poter contare su Don Agostino grazie alle sue virtù e doti umani, spirituali e pragmatiche. C’è un “Segno”, oltretutto, particolare da riscontrare: la cerimonia d’ingresso presso la nuova comunità di Don Agostino Stasi è avvenuta presso la parrocchia intitolata a San Telesforo, originario della vicina Terranova da Sibari ed VIII Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica, e nella data in cui la Chiesa universale commemora un altro Papa come San Giovanni Paolo II.

Se si applica la credenza che due indizi fanno una prova vale anche a dire che questa nuova missione per Don Agostino Stasi godrà di benedizioni molto peculiari. L’accoglienza è stata calorosa e accompagnata dall’omaggio di una stola da parte di tutte e tre le comunità dell’Unità Pastorale. S. Messa assistita dai ministranti e animata dal coro composto da membri delle tre parrocchie dell’Unità Pastorale Thurio unitamente a componenti delle parrocchie della Madonna del Carmine e di San Pietro, entrambi di Spezzano Albanese. Nuovo mandato sacerdotale che Don Agostino Stasi ha adottato con grande entusiasmo asserendo: «Nei progetti di Dio è bello essere qui. Ringrazio soprattutto il Signore per questa nuova chiamata: proprio qui dove ho guidato una veglia di preghiera ai tempi di Monsignor Santo Marcianò per un’esperienza forte che tengo nel cuore. Con Don Vittorio e Don Pino, avevamo tre postazioni differenti e oggi condividiamo una missione sacerdotale ministeriale importante ed equivalente. Sono contento di essere giunto qui anche perché è stata la parrocchia di Don Emilio Andriano che per me, pur avendolo conosciuto poco ma con intensità, è stata una motivazione ulteriore per accettare l’incarico datami dal Vescovo.

Assumere parrocchie di periferia personalmente è un onore perché sento spiritualmente più mie e perché come diceva Papa Francesco nelle periferie, anche quelle esistenziali, si sperimenta maggiormente la presenza del Signore. Oltretutto, c’è l’orgoglio di arrivare dove Don Emilio, Don Vittorio, Don Emanuele e Don Marco hanno operato con slancio e crescita. Sono sicuro che voi avrete tantissimo da darmi e io cercherò di ricambiare secondo il volere del Signore con l’impegno di prosperare insieme. Voglio ringraziare voi e i confratelli per l’accoglienza e chi mi ha accompagnato questa sera dalle altre comunità e realtà diocesane che mi hanno fatto crescere nel tempo: tutte esperienze edificanti e valide nel mio percorso. Il Signore ci chiama a condividere questo tempo presente e futuro attraverso un programma comunitario e un Cammino da affrontare insieme: lasciandoci modellare dall’Amore di Dio nella quotidianità e nonostante eventuali ostacoli».

A tal proposito si potrebbe ben coniugare con questa nuova missione di Don Agostino un passo scritto in occasione della “Giornata per la Santificazione dei sacerdoti” del 1995 proprio da Papa Wojtyla che ricordava come “La nuova Evangelizzazione abbia bisogno di nuovi evangelizzatori e questi sono i sacerdoti, che si impegnano a vivere il loro ministero come cammino specifico verso la Santità”. E parlava di un “Dovere di tendere alla Santità, per essere ministri di Santità, verso gli uomini e le donne affidati al nostro servizio pastorale”. “Niente è così urgente- scriveva San Giovanni Paolo II- come queste cose: prossimità, vicinanza, essere vicini alla carne del fratello sofferente. Quanto bene fa l’esempio di un sacerdote che si avvicina e non si allontana dalle ferite dei suoi fratelli!.

Riflesso del cuore del pastore che ha imparato il gusto spirituale di sentirsi uno con il suo popolo; che non dimentica di essere uscito da esso e che solo servendolo troverà e potrà spiegare la sua più pura e piena identità, che gli consente di sviluppare uno stile di vita austero e semplice, senza accettare privilegi che non hanno il sapore del Vangelo; perché «eterna è la sua misericordia”.