
di Giacinto De Pasquale
Caro Giovanni tu adesso sei in pensione, sei andato, tuo malgrado, ad indebolire la schiera dei Colleghi con la C maiuscola. Ovviamente non voglio fare torto a nessuno, ma è in circostanze del genere che bisogna essere molto sinceri nel dire quello che si pensa. Caro Giovanni tu lo sai io riesco a dire solo quello che penso, e per me tu sei stato una “colonna portante e competente” degli Uffici Demografici di località Corigliano. Avrei preferito scrivere queste cose molto in la nel tempo, ma il nostro stato anagrafico è inesorabile. Vai in pensione meritatamente dopo avere dato tanto soprattutto dal punto di vista umano a tutti noi. Rivolgendomi a te o sempre ricevuto una risposta: con garbo e competenza.

Sei stato il collega di cui mi vantavo e dicevo sempre di essere stato fortunato nell’averti conosciuto. Ti dicevo, scrivo questo con il cuore, ma, consentimi anche, con un pizzico di amarezza, perché avrei voluto che tu fossi rimasto ancora in servizio. Il giorno del tuo concedo non è passato inosservato, anche i tuoi colleghi di lavoro, ti hanno voluto dedicare, giustamente, un momento di festa con tanto di torta. Era il minimo che tu meritavi. Adesso sei in pensione, e nel mentre noi siamo qui a ricordare i momenti belli vissuti insieme, con non poca tristezza, tu giustamente adesso avrai tanto tempo da dedicare alla tua splendida famiglia. Giovanni, come ti dicevo, lo meriti perché sei stato un collega esemplare, che in tanti avrebbero voluto come collega, perché da autentico gentiluomo non sei andato mai sopra le righe, eppure non sono mancati i momenti di incomprensione con le amministrazioni di turno.

Le tante battaglie, giuste, con le quali tu e tanti altri avete rivendicato una posizione lavorativa consona al lavoro svolto. Purtroppo nella vita lavorativa, non sempre si riesce a raggiungere l’obbiettivo sperato, ma a parte ciò rimane il tuo lavoro, la tua dedizione, la tua competenza, la tua disponibilità verso tutti. Oggi caro Giovanni nel ricordare quello che sei stato per me e per tutti quelli che hanno avuto l’onore di conoscerti, ti auguro di poter vivere la tua nuova condizione di pensionato come meriti. Anche se tu da oggi non sei più in servizio, ogni tanto, proprio quando mi mancherà la tua presenza, da solo pronuncerò la parola magica “Giunnuzz”. Tanta fortuna e tanta salute e tanto amore da parte mia e di tutti noi, ti accompagnino in questa tua nuova vita.