
La campana più antica: un suono giunge dal medioevo
di Francesco Di Iuri
Presso l’Oratorio del Rosario si conserva una campana dallo straordinario valore storico. La particolare conformazione, caratterizzata da una forma allungata e stretta verso la sommità, richiama modelli tardogotici e ne suggerisce la realizzazione tra la fine del trecento e gli inizi del quattrocento.
L’iscrizione nella parte superiore recita: “+ MENTEM SANCTAM SPONTANEAM MU +”
Una formula abbreviata di un’antica invocazione legata a Sant’Agata, tradizionalmente associata alla protezione dei fonditori di campane. I caratteri gotici, irregolari e privi di ornamenti, raccontano una tecnica artigianale antica, mentre l’assenza di una data lascia aperti interrogativi sulla sua precisa origine.

Come ricorda lo studioso Luigi Petrone nel suo volume “Campanili e Campane di Corigliano. L’architettura della città e lo spazio sonoro (Il Serratore, 1999)”, la provenienza del manufatto è ancora sconosciuta, ma tra le ipotesi avanzate vi sarebbero l’antica Parrocchia scomparsa di “San Giovanni De Fundis”, che trovava sede poco distante dall’Oratorio, e la Abbazia cistercense di Santa Maria “de Ligno Crucis”, consacrata nel 1197 e un tempo ubicata sui monti in direzione di Acri.
L’origine della campana rimane dunque avvolta nel mistero, e nell’incertezza delle sue origini risiede il suo fascino giacchè questo antico bronzo rappresenta una preziosa traccia materiale di una Corigliano che merita di essere custodita e conosciuta.
Fonte: Luigi Petrone, Campanili e Campane di Corigliano. L’architettura della città e lo spazio sonoro, Il Serratore, 1999.