
Comunicato stampa
Ha visto la luce in questi giorni la seconda edizione del Cd NAIMA TWO, una libera interpretazione del famoso brano di John Coltrane, risultato del Concorso nazionale per giovani saxofonisti emergenti promosso da Naima Foundation il 23 settembre scorso, nel giorno del centenario della nascita del mitico saxofonista americano, a cui hanno partecipato giovani musicisti da tutta Italia.
Si tratta della seconda edizione in quanto la prima era stata promossa nel 2016, per i novant’anni di Coltrane, dal Naima jazz club di Forlì, uno dei più rinomati club del panorama jazzistico italiano, a cui ora sono stati aggiunti i cinque giovani musicisti che si sono distinti da tutti gli altri partecipanti a questa seconda edizione, selezionati da una autorevole giuria.
Il Cd gode anche di un amichevole e importantissimo contributo da parte di Paolo Fresu che si è prestato a regalare all’organizzatore, Michele Minisci, già direttore artistico del Naima per oltre 30 anni, questo cammeo con una sua suggestiva “libera interpretazione” di Naima.
Anche il noto giornalista e conduttore televisivo, Carlo Lucarelli, si era occupato di John Coltrane quando quale tempo fa aveva scritto la prefazione del libro di Michele Minisci , “ La notte che si bruciò il jazz”, in pratica la storia del suo club e lo stato del jazz italiano.

Ed ecco cosa scriveva Lucarelli.
NAIMA: UN TEMPIO DEL JAZZ
“Se chiudi gli occhi, mentre ascolti, ad esempio, proprio Naima, di John Coltrane, riesci a immaginartelo, lui, gli occhi serrati e quella postura elegante, quel suo modo di riempire lo spazio discreto, e ti immagini pure gli occhi chiusi di Cedar Walton che costruisce accordi sulla tastiera del piano, e il sudore che gli scivola sulla fronte e sulle tempie, puoi quasi sentirne l’odore.
Ecco, è l’odore del jazz, quello.
E non ha niente a che fare con qualche asettica registrazione in uno studio, ripulita dalle imperfezioni, lucidata a specchio, e l’odore acido del vinile o quello opaco di un cd. L’odore del jazz è fatica, muscoli, e poi il fumo denso di decine di sigarette che si raccoglie in una nuvola ferma proprio lì, al centro di una stanza dove un certo numero di persone sta condividendo un’esperienza che è al tempo stesso spirituale e carnale.
C’è il sudore, il fumo, il tintinnio dei bicchieri, il frusciare di corpi che si spostano sulle sedie. Perché il jazz non è quel genere di musica che può essere suonata esclusivamente in un teatro, con il pubblico immobile a distanza di sicurezza, il jazz è una musica da contatto fisico, da distanze che si accorciano, sguardi che si incontrano.
Ecco, il jazz non potrebbe esistere senza i suoi luoghi. Mi verrebbe quasi da dire che i posti in cui si fa, si condivide il jazz, sono come dei templi.
Bene, questa è la storia di uno di quei templi.
Che si chiama, guarda un po’, proprio Naima, e si trova a Forlì.
Oggi il jazz a Forlì ha trovato altri luoghi… Ma questa è un’altra storia”.
Il Cd, del costo di 15 euro, si può richiedere inviando una mail a naimaclub@gmail.com