
Comunicato stampa
Secondo Lazzarano, per accedere alla fiera gli ambulanti regolari devono presentare al Suap/Ufficio Commercio un dossier di 32 pagine complessive, tra modulistica, documenti d’identità, tessere sanitarie, procure, autorizzazioni, ricevute ASP, visure camerali, storici di partecipazione 2024-2026, DURC, libretti di circolazione e permessi di soggiorno. Moltiplicato per i 291 posteggi previsti, il carico di materiale cartaceo supererebbe i 9.000 fogli, un volume che — secondo la federazione — genera un vero e proprio timore psicologico negli operatori, esposti all’esclusione anche per un semplice cavillo, e che terrebbe impegnati gli uffici comunali per quasi un mese di lavoro.
Lazzarano denuncia inoltre una disparità di trattamento: mentre alle imprese in regola viene imposto questo iter, il bando consentirebbe agli “spuntisti” privi di domanda di occupare direttamente i posteggi rimasti vacanti, con l’unico obiettivo, secondo la federazione, di far cassa per il Comune. Questo creerebbe una sperequazione, aggravata dalla presenza di soggetti privi di Partita IVA, cancellati dalla CCIAA o percettori di sussidi pubblici, che opererebbero con sole licenze di tipo B senza gli stessi controlli stringenti.
Un altro punto sollevato riguarda i negozi e i pubblici esercizi della zona. Il bando vieterebbe in teoria di ostruire ingressi e passi carrabili delle attività stabili, ma ogni anno — secondo Lazzarano — attività storiche come la Pizzeria Il Faro, l’Hotel Poseidon, il Bar Bruno, Joys Street Food & Drink e altre subirebbero gravi disagi. La federazione chiede con forza l’immediata cancellazione della numerazione sul manto stradale laddove posizionata direttamente davanti alle vetrine e agli accessi di tali locali.
Lazzarano segnala anche un crollo dei posteggi disponibili: dagli storici 750 gestiti precedentemente dalla Polizia Municipale, l’Amministrazione li avrebbe ridotti ad appena 291. Secondo il rappresentante di categoria, la fiera avrebbe così perso la sua identità storica e la sua attrattiva commerciale, riducendosi a un mercato rionale impoverito e privo di novità merceologiche dalle regioni limitrofe. Viene inoltre criticata la scelta di modificare costantemente la pianta di sicurezza a ogni edizione, di maggio e di novembre, creando — a detta della federazione — continua incertezza tra gli operatori.
Nel comunicato si ricorda che la normativa vigente, Titolo IV, Art. 13 della L.R. 18/1999 e D.Lgs. 114/1998, stabilirebbe procedure chiare e snelle: gli operatori abilitati dovrebbero inviare istanza via raccomandata A/R almeno 60 giorni prima, indicando gli estremi dell’autorizzazione e la merceologia trattata. Complicare e appesantire questo processo, secondo la federazione, andrebbe contro lo spirito della riforma del commercio su aree pubbliche.
«È inaccettabile che una fiera dalla grande tradizione venga mortificata da una burocrazia asfissiante che penalizza chi lavora nell’onestà e nell’osservanza delle regole», ha concluso Lazzarano. «Chiediamo un immediato riordino delle procedure, la tutela dei pubblici esercizi di Schiavonea e il ripristino di regole certe e rispettose del lavoro degli ambulanti».