
di Cristian Fiorentino
Serata ricca di emozioni e di spunti, martedì scorso 18 ottobre, quella vissuta presso il salone “San Carlo Acutis” per festeggiare i primi 25 anni della parrocchia di Corigliano scalo “Santi Nicola e Leone”. La chiesa e il complesso parrocchiale dedicati a Nicola Abenante e Leone Somma, martiri originari di Corigliano, uccisi a Ceuta in Marocco il 10 ottobre 1227 insieme ad altri cinque frati minori calabresi per aver predicato il Vangelo e canonizzati da Papa Leone X il 22 gennaio 1516, hanno celebrato quest’anno un anniversario particolare. Decretata come parrocchia dall’allora Arcivescovo Monsignor Andrea Cassone, il 16 luglio 2001, nel corso di questo tempo la comunità cristiana, ricadente in un bacino molto popolato, ha conosciuto diverse epoche, sacerdoti, fedeli, operatori laici e generazioni. Tutti temi snocciolati all’interno dell’incontro e alla presenza di una numerosa platea di parrocchiani. Dopo l’incipit musicale e il benvenuto di presentazione, gli onori di casa sono spettati all’attuale parroco il Salesiano Don Dino Perulli che ha richiamato ai temi dell’intesa, all’interno della collettività e delle tante attività, della testimonianza fraterna, evidenziando la compartecipazione comunitaria nel quotidiano e avendo come riferimento i principi trasmessi da Cristo: “Operosi nella Carità, per essere Segni dell’Amore di Dio”.

Lo stesso Don Dino ha invitato a non vivere di ricordi ma a guardare all’avvenire attraverso il progetto “Coltivare il Bene per far fiorire il Futuro”, presentato nello specifico nella seconda parte della serata. La prima e significativa riflessione, invece, è toccata all’Arcivescovo di Rossano-Cariati Monsignor Maurizio Aloise che si è detto ben felice di presenziare a questa speciale ricorrenza ma che ci ha tenuto ad esporre alcuni concetti basilari. Monsignor M. Aloise, in effetti, prendendo spunto dalla recente assemblea dell’inizio dell’anno pastorale, ha rilanciato delle priorità su cui riflettere e lavorare: In primis la fede chiamata ad intercettare la vita delle persone e i passaggi di vita che viviamo; Fare delle comunità dei luoghi di vita e di spiritualità; Coinvolgere nel cammino tutti i battezzati secondo una corresponsabilità differenziata; Verificare l’adeguatezza delle nostre strutture intese come insieme di persone chiamate a sostenersi gli uni gli altri. In sintesi, mettere a contatto “Le energie vivificatrici del Vangelo con il mondo contemporaneo”. La parola è poi passata al primo parroco Don Francesco Agrippino che ha ripercosso tutta la fase embrionale della parrocchia “Santi Nicola e Leone”, dalla piccola chiesa ricavata in un magazzino, passando per le Sante Messe itineranti e fino alla consacrazione del nuovo complesso, citando dati e aneddoti, tra cui la realizzazione di un dipinto dei Santi Martiri Coriglianesi, e chiarendo anche maldicenze troppo spesso gratuite sul suo conto. Dopo un periodo retto da Don Emanuele Tagliaferro e Don Pasquale Madeo, la stessa parrocchia viene affidata all’ordine religioso Salesiano da Monsignor Giuseppe Satriano, il 24 novembre 2014, nominando come primo parroco Don Tome Mihaj. Storia complessiva narrata saggiamente con spirito di trasporto e anche un pizzico di umorismo da Margherita Tagliaferro che non ha tralasciato nessun particolare ponendo l’attenzione ha tante peculiarità della vita dei primi venticinque anni parrocchiali. Le Testimonianze si sono susseguite con Don Natalino Carandente che ha riabbracciato tanti volti noti e che ha ripercorso tutto il suo periodo da parroco, dal 2014 al 2024, esprimendo tante parole di gratitudine e di speranza per il futuro.

Sintetica ma efficace anche l’asserzione del direttore dell’Opera Salesiana a Corigliano Don Emidio Laterza che ha specificato di essersi ritrovato con piacere sia nella fase iniziale della gestione Salesiana della parrocchia che in questi anni. Non poteva mancare il video commemorativo ed emozionante che ha toccato tanti anni e manifestazioni mostrando momenti di gioia, visi e abbracci. Quindi, si è passati alla presentazione del progetto futuro illustrato attraverso le slide dal giovane animatore Salesiano Giuseppe Fusaro e redatto insieme alla Comunità Educativa Pastorale dell’Opera Salesiana. Pianificazione dal titolo “Coltivare il Bene per far fiorire il Futuro” che passa dall’analisi del contesto sociale alla visione della Cep 2026-2029 (Comunità Educativo-Pastorale), le priorità, le azioni per le quattro dimensioni del Peps (Progetto Educativo-Pastorale Salesiano), l’organigramma Cep e il piano formativo, gli ambienti pastorali e la valutazione finale a margine dei quattro anni. Ovviamente il progetto ingloba e si esprimerà attraverso parrocchia, oratorio e comunità della casa-famiglia “Il Timone”.

Ha come simbolo il fiore e il profumo di “Zagara” al fine di condividere una visione nella comunità suggerendo i criteri cruciali dell’azione educativa e pastorale e dove urgono metaforicamente un terreno accogliente, un clima mite, una potatura sapiente e un sole costante. Tra le priorità tangibili: integrazione capace di saper attrarre, accogliere e includere; far uscire dall’isolamento digitale i giovani educando ad una tecnologia razionale e recuperando dialogo, ascolto e attività di gruppo; Evangelizzazione dei giovani compreso il senso della chiamata; concepire la sostenibilità delle risorse economiche grazie a prospetti capaci di generare entrate trasparenti e in linea con la missione Salesiana. Le azioni saranno suddivise per fasce d’età, con cammini nei tempi forti come l’Avvento e la Quaresima, il Vangelo in famiglia, discernimento e vocazione personale, l’accompagnamento durante il cammino, iniziative interculturali e inclusive, educazione alla legalità, laboratori di lingua italiana per ragazzi e famiglie nei percorsi di orientamento e inserimento lavorativo, apertura di un centro diurno accogliente come sostegno alla studio con laboratori pratici e orientamento nel mondo del lavoro.

Il piano formativo prevederà nel primo anno il sistema preventivo di Don Bosco, verso il 150° del Trattatello, nel secondo l’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale e nel terzo l’approfondimento sul compendio della dottrina sociale della Chiesa. A seguire anche il pensiero e gli auguri del vicesindaco Giovanni Pistoia a nome dell’amministrazione comunale. Le conclusioni sono spettate invece all’ispettore salesiano Don Giampaolo Roma che oltre a rinnovare le felicitazioni, ha evidenziato l’importanza di un progetto calato all’interno di un “Progetto più Grande” che è quello di Dio. La preghiera rivolta alla Madonna dell’Ave Maria ha concluso l’edificante incontro a cui è seguito il taglio della torta e un momento conviviale tra tutti i convenuti.