
Comunicato stampa
La mobilitazione di questi giorni che sta unendo varie categorie di lavoratori è la conseguenza di una grave crisi economica e sociale che si trascina da tempo. I dati, purtroppo, confermano una situazione molto preoccupante. Per quanto ci riguarda, come Associazione Commercianti del territorio di Corigliano, vogliamo far presente a tutti i cittadini, che in data 19 ottobre 2026 abbiamo protocollato, al Sindaco di Corigliano-Rossano, una richiesta con la quale si chiede di voler convocare, nel breve periodo un Tavolo istituzionale” per discutere e verificare se si possono adottare interventi per alleviare le tante problematiche che interessano il Settore Commercio. Nella nota trasmessa al Comune, la nostra Associazione ha fatto presente come il commercio italiano continua a perdere pezzi e la crisi della rete di prossimità assume ormai dimensioni che vanno oltre il singolo settore. In due comuni su tre è scomparsa almeno una tipologia di attività essenziale, mentre oltre mille centri non hanno più neppure un negozio alimentare. È questo il drammatico scenario nazionale. I numeri indicano una trasformazione profonda della geografia commerciale del Paese. Tra il 2019 e il 2025 sono scomparse circa 140mila attività, di cui 111mila negozi e 24mila bar. Una contrazione che si riflette non soltanto sul numero delle imprese, ma anche sulla capacità dei territori di mantenere servizi, occupazione e presidio sociale. Il dato relativo al 2026 conferma che la tendenza non si è ancora arrestata. Per ogni nuova apertura si registrano quasi tre chiusure. Un rapporto che mette in evidenza la difficoltà soprattutto delle attività di piccola dimensione, strette tra debolezza dei consumi, aumento dei costi operativi, trasformazione delle abitudini di acquisto e crescente concorrenza delle grandi piattaforme.

Vi è ancora da tenere presente come tra il 2019 e il 2025 la combinazione tra desertificazione commerciale ed espansione degli operatori digitali avrebbe sottratto alle economie locali circa 16,7 miliardi di euro. Una perdita che non si esaurisce nei fatturati mancati: ogni serranda abbassata riduce anche la capacità di spesa e di attrazione di un quartiere o di un piccolo comune, alimentando un processo che tende ad auto-rinforzarsi. A questo scenario, come si diceva in precedenza, si aggiunge l’impatto di una lunga fase di instabilità internazionale. Guerre, tensioni geopolitiche e rallentamento della crescita. E’, quindi, a ben vedere un quadro davvero preoccupante, che l’Associazione Commercianti del territorio di Corigliano già da alcuni anni aveva anticipato. È lo ha fatto attraverso documenti, regolarmente protocollati e indirizzati all’attuale Esecutivo comunale, o con note sulla stampa, sui blog e anche attraverso interviste radio-televisive del suo Presidente, Vincenzo Natozza.
Ecco perché questi dati non ci sorprendono più di tanto, anche se lasciano l’amaro in bocca. Amarezza perché si sarebbero potuti prendere, per tempo, alcune iniziative che potevano cercare eventuali soluzioni ad una crisi che oggi, sinceramente, appare difficile da affrontare nella maniera dovuta.
Quali le cause?
Calo dei consumi: si spende di meno, riducendo di fatto il valore dello scontrino medio;
concorrenza dell’e-commerce: lo shopping online sottrae quote di mercato in maniera costante, specialmente ai negozi di quartiere;
costi fissi molto alti: pesano in modo determinante i canoni di affitto;
difficoltà di accesso al credito: molti piccoli commercianti riescono a mantenere aperta l’attività, ricorrendo ai risparmi personali o a fidi bancari.
Per cercare di rilanciare il settore bisognerebbe agire su tre direttrici: rigenerazione urbana, semplificazione e patto generazionale.
Per quanto riguarda la rigenerazione urbana, l’obiettivo è creare condizioni più favorevoli per chi decide di aprire o rilevare un’attività nelle aree considerate più fragili. Tra le misure indicate figurano incentivi alle nuove aperture, sostegno alle locazioni commerciali, riutilizzo degli spazi vuoti e procedure autorizzative più snelle.

L’altro aspetto è la burocrazia. La semplificazione avrebbe anche un impatto macroeconomico significativo. Gli adempimenti amministrativi hanno infatti un peso non indifferente, per chi già opera nel settore e per chi ha intenzione di aprire una attività.
È infine c’è l’aspetto legato al lavoro e il rapporto tra generazioni. Sono necessari incentivi all’occupazione giovanile e femminile, accesso al credito, casa, formazione e sostegno alla natalità.
Queste in estrema sintesi le direttrici entro le quali muoversi.
Per quanto riguarda noi qui a Corigliano-Rossano l’Associazione già da diverso tempo, in maniera formale, sta chiedendo all’Amministrazione Comunale la convocazione di tavoli, attorno ai quali far sedere i rappresenti di istituzioni e associazioni sindacali e di categoria, i quali possono mettere in campo idee attuabili e che potrebbero contribuire a ridare slancio e nuove opportunità agli operatori del Comparto.
C’è bisogno, secondo noi, di alleanze strategiche tra Comune, Parlamentari, Regione, Provincia e Associazioni.
Riguardo ai nostri centri storici è da tempo che stiamo proponendo di fare in modo che le attività che ancora vi operano, vengano individuate come centri commerciali all’aperto, puntando a curare nella maniera dovuta l’arredo urbano, organizzando eventi e creando parcheggi che possano permettere ai visitatori di parcheggiare senza problemi. Accanto a ciò si potrebbero individuare incentivi fiscali, al fine di consentire ai proprietari di immobili ubicati nei centri storici, di abbassare i canoni di locazione. Si potrebbe, ancora, avviare un percorso di sensibilizzazione al fine di diffondere la pratica della “compensazione negoziata della crisi d’impresa” che consentirebbe di dare pronta attuazione alle misure di supporto alle imprese per contenere e superare gli effetti negativi dell’emergenza economica e finanziaria.
Queste sono solo alcune idee che l’Associazione ha messo in campo da tempo, ma non trova, purtroppo, ascolto.
La “morte lenta” del piccolo commercio, soprattutto nei due centri storici cittadini, non solo sta provocando un impoverimento dal punto di vista commerciale, quanto dal punto di vista sociale, con ciò facendo segnare una riduzione della vitalità dei luoghi e la eliminazione di servizi essenziali. Ma l’aspetto più inquietante che questo stato di cose sta facendo emergere è la costante diminuzione di sicurezza pubblica.
Per l’Associazione Commercianti territorio di Corigliano non c’è più tempo da perdere, da qui la richiesta protocollata lo scorso 19 ottobre affinché tutti gli “attori” interessati, al più presto, possano sedersi attorno ad un tavolo per verificare quali possono essere le soluzioni più idonee ad allentare l’attuale difficile fase che sta attraversando il commercio nella nostra città.
Il Presidente Vincenzo Natozza