
Comunicato stampa
Schierarsi (Piazza Villapiana) è al fianco degli agricoltori e dei pescatori che in questi giorni stanno manifestando perché ridotti alla fame a causa del costo del gasolio, dell’aumento insostenibile dei costi di produzione e, soprattutto, di uno Stato che non li tutela.
Le cause di questo disastro sono ormai ben note:
- una legislazione nazionale contro questi settori (per favorire il monopolio della produzione del cibo nelle mani di poche lobby, con tutto ciò che ne consegue);
- una guerra assurda nel cuore dell’Europa finanziata dall’Italia (altro che sovranismo);
- lo stravolgimento della direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali, con l’inserimento della deroga per le cooperative e le OP;
- la rottura dei rapporti commerciali con la Russia, fornitrice di gasolio e di tanti altri prodotti per l’agricoltura;
- una distribuzione dei fondi PAC non direttamente agli agricoltori (se non per la minima parte del primo pilastro).
TUTTO QUESTO CI STA PORTANDO ALLA FAME!!!
Ministro Lollobrigida, guardi bene quello che sta succedendo e poi ci venga a dire che l’agricoltura in Italia gode di buona salute!
Non c’è più tempo per tergiversare. Il Governo italiano può, e deve, cominciare ad agire attraverso decreti-legge che possano dare sollievo agli agricoltori disperati. Il primo tra questi deve contenere la tutela del COSTO DI PRODUZIONE, unitamente all’abrogazione della deroga contenuta nel Decreto Legislativo n. 198/2021 per le OP e le cooperative.
Questa deroga, che riteniamo incostituzionale e che è stata inserita nottetempo nel decreto legislativo sopra citato, consente alle cooperative e alle OP di far entrare in Europa prodotti agricoli provenienti da tutte le parti del mondo, ottenuti con modalità completamente diverse (che riteniamo assolutamente scadenti, dannose e basate sullo sfruttamento della manodopera) rispetto alle rigorose e dispendiose regole imposte ai produttori italiani ed europei.
Questa deroga non era contenuta nella direttiva europea e tantomeno nella legge delega ma l’Italia, durante il Governo Draghi, è stata l’unica nazione a inserirla in fase di recepimento.
Il Governo sospenda immediatamente l’invio delle armi per fomentare e mantenere in piedi una guerra assurda nel cuore dell’Europa e si adoperi per una risoluzione diplomatica immediata e per un’immediata ripresa dei rapporti commerciali con la Russia.
Questo c’è da fare, invece di raccontare storie ai cittadini italiani ridotti quasi alla fame.