
dalla pagina del profilo facebook del sindaco Flavio Stasi
Quasi mai ho parlato di alcune tragedie avvenute in città, se non per ragioni strettamente istituzionali, perché sono profondamente convinto del fatto che la vicinanza, il dolore, la solidarietà non siano sentimenti da pubblicizzare, ma siano al contrario da manifestare con sincerità e discrezione.
Non ho mai creduto che chi scrive, legittimamente, un pensiero pubblico sia più addolorato o sincero di chi manifesta vicinanza in altro modo, magari con la propria silenziosa presenza o con gesti discreti.
Non lo faccio, di solito, anche perché le tragedie non sempre sono di dominio pubblico.
A volte queste restano negli ambiti familiari o amicali. Noi istituzioni ne veniamo a conoscenza per relazioni personali, talvolta per caso, altre volte non ne veniamo a conoscenza mai, eppure questo non rende il dolore diverso o meno profondo, la tragedia meno straziante o meno meritevole di considerazione.
In questi giorni, purtroppo, ne sono avvenute molte. Giovani madri, giovanissimi figli, giovanissime figlie: tutte sinceramente sconvolgenti come pugni nello stomaco all’improvviso, da cittadini e genitori prima che da istituzioni.
Tutte meritano la nostra vicinanza e la nostra rispettosa solidarietà che, come in altrettanto tristi eventi del passato, è stata e sarà manifestata con modi discreti, sinceri, invitando la cittadinanza a partecipare al raccoglimento con altrettanto rispetto e semplicità, con il silenzio o l’astensione da attività non irrinunciabili nelle ore delle esequie.
Questa è la forma di più alto rispetto che le istituzioni possono avere nei confronti di tutti coloro che hanno subito una grave e tragica perdita, in circostanze note o sconosciute, consapevoli del fatto che, purtroppo, la platealitá non ha alcuna possibilità di colmare il dolore lancinante di chi ha subito una perdita incolmabile, come per Marco, Teresa, Mariangela, Ionut e tanti altri di cui non conosciamo il nome.