
Signor Sindaco, questa città non tollera più questo silenzio. C’è un limite alla decenza istituzionale, e Lei lo ha ampiamente superato. La morte tragica di Marco Curia, strappato alla vita a soli 23 anni mentre si recava a compiere il proprio dovere, non è solo una tragedia privata: è un lutto che lacera l’intera comunità di Corigliano-Rossano.
Parliamo di un ragazzo d’oro, descritto da chiunque lo conoscesse come educato, gentile e profondamente stimato. Un giovane che portava alto il nome della nostra terra servendo lo Stato italiano nella Guardia Costiera, in servizio attivo presso l’Ufficio Locale Marittimo di Castellabate, nel Cilento.
Mentre il Comandante Generale delle Capitanerie di porto ha espresso il cordoglio dell’intero Corpo militare, e mentre il Sindaco di Castellabate ha fatto sentire immediatamente la vicinanza ufficiale della sua istituzione alla famiglia, da Palazzo di Città a Corigliano-Rossano non è arrivata una sola parola. Un silenzio totale, assordante e vergognoso.
Un Sindaco e una giunta non possono lavarsi le mani in questo modo di un proprio cittadino, di un giovane servitore dello Stato morto mentre andava a lavorare per il Paese. Questo distacco è un insulto al dolore della famiglia, degli amici e di tutta la cittadinanza che oggi si vergogna di questa assenza istituzionale.
Le chiediamo per l’ultima volta, senza giri di parole: con quale coraggio non è stato ancora proclamato il lutto cittadino? Con quale coraggio si decide di non fermare la festa prevista per questo sabato? Una festa può e deve essere rimandata. La dignità e il rispetto per una vita spezzata non possono attendere i vostri comodi.
Questo atteggiamento inaccettabile, privo di umanità e di rispetto per le divise che difendono la nostra Nazione, è un punto di non ritorno. La città, i giovani, gli amici e i familiari di Marco non dimenticheranno questo affronto.
Di fronte alla bara di un ragazzo di 23 anni non esistono “se” e non esistono “ma”. Esiste solo la decenza, che a questa Amministrazione sembra mancare del tutto. Sospendete quella festa e proclamate il lutto subito.
Lo Zio Adriano Caruso