
di Cristian Fiorentino
Assolutamente riusciti, in un clima di condivisione, i festeggiamenti in onore di San Giovanni XXIII presso la parrocchia omonima dello scalo coriglianese nata nel 2007. Le funzioni programmate per onorare la Solennità del “Papa Buono” hanno toccato il culmine domenica scorsa 11 ottobre, giorno in cui la Chiesa ricorda la Memoria di questo Grande Pontefice, al secolo Angelo Giuseppe Roncalli, perché coincide con l’apertura del famoso e cruciale “Concilio Ecumenico Vaticano II” nel 1962. Prologo di preparazione, presso la stessa comunità di contrada San Francesco d’Assisi in via San Gaetano Catanoso, che è stata contraddistinto dalla recita del triduo, da giovedì 8 a sabato 10 ottobre.

L’avveniristico complesso parrocchiale, consacrato a dicembre 2024 da Monsignor Maurizio Aloise, ha ospitato le cerimonie allestite dal parroco Don Tonino Longobucco, dai vice Don Massimo De Novellis e Don Domenico Simari e in cooperazione col consiglio pastorale. Grande partecipazione di parrocchiani e fedeli anche delle altre comunità dello scalo coriglianese. Il triduo, in effetti preceduto dalla recita del Santo Rosario e seguito dalla Santa Messa, giovedì 8 è stato presieduto dal parroco Don Alfredo Pisani e animato dalla parrocchia “Maria SS. Immacolata”, venerdì 9 officiato da Don Angelo Pisani e dalla parrocchia “Maria SS. delle Grazie” e sabato 10 dalla stessa parrocchia “S. Giovanni XXIII”. Nella serata di giovedì 8, oltretutto, è stata vissuta anche l’Adorazione Eucaristica come momento di preparazione ai festeggiamenti. Peculiari le riflessioni dei diversi sacerdoti che si sono alternati durante le liturgie propedeutiche alla festa e tutte incentrate non solo sulla Parola di Dio ma anche sulla autentica figura di “Papa Giovanni”.

Domenica 11 ottobre, invece, nella Solennità della memoria liturgica “San Giovanni XXIII”, la Celebrazione Eucaristica di metà mattinata, in una chiesa gremita anche dagli scout e delle suore, è stata officiata dall’Arcivescovo Metropolita di Bari-Bitonto Giuseppe Satriano coincisa con l’inaugurazione del nuovo anno Pastorale. Monsignor G. Satriano, in effetti, già Arcivescovo di Rossano-Cariati, è stato un promotore dell’ideazione e della realizzazione dell’opera parrocchiale della “San Giovanni XXIII”, allo scalo di Corigliano, posando la prima pietra nel 2016. Gradita presenza quella del prelato pugliese e brindisino che ha concelebrato col parroco, gli altri parroci e altri sacerdoti ed accolto da bambine/i della catechesi, catechiste, dal parroco, dal vice tra musica, canti, benvenuto ufficiale e palloncini bianchi e gialli.

Liturgia assistita dai ministranti e armonizzata dall’eccellente coro parrocchiale. Interattiva, coinvolgente, allegra e sostanziale l’omelia di Monsignor G. Satriano che, prendendo spunto dalle letture e dal Vangelo della domenica, ha asserito: «Il banchetto che Dio ci prepara su un alto monte è destinato a noi. Proprio in quell’occasione asciugherà le lacrime di alcuni per cancellare il dolore perché il progetto di Dio è fatto di Gioia. Le prove non le manda Dio ma fanno parte della vita. Dio ci offre sempre la felicità ma di contro noi siamo insoddisfatti e approfittiamo degli altri perché portiamo dentro il peccato originale. Siamo egoisti e calpestiamo spesso gli altri e così siamo infelici. Ecco perché Dio prepara una grande festa, la stessa che ci ricorda il Vangelo, dove però molti amici non vollero andare. Dopo il rifiuto, il festeggiato invita buoni e cattivi ma a queste ricorrenze bisogna andare ben vestiti e nella fattispecie col vestito della conversione e dell’amore di Dio. Dobbiamo rivestirci del vestito nuziale della Gioia. Ed è qui che ci viene incontro Papa Giovanni che, quando apre il Concilio Vaticano II, dice “Vorrei che tutti apprezzassero la medicina della Misericordia”. Lui che ha attraversato due guerre, salvando centinaia di ebrei. Lui che ha visitato la miseria dell’umanità e sa bene che l’unica medicina è la Misericordia di Dio: unico mezzo utile per rimediare ai nostri peccati e debolezze. Oggi lo festeggiamo e allo stesso tempo diciamo Grazie perché anche noi come comunità dobbiamo prendere il suo Esempio. Tutti quelli che busseranno a questa nuova chiesa, così come risalta la sua conformazione circolare, dovranno trovare da parte nostra l’abbraccio bello e sincero. Allora si che saremo degni discepoli di Papa Giovanni. Saremo capaci di accogliere gli altri, però, solo se sapremo convertirci. Dobbiamo imitare Giovanni XXIII prendendo esempio da quel meraviglioso “Discorso alla luna” dove emerse tutto il Suo cuore tenero.

Preghiamolo perché ci faccia artigiani della Comunione, per nutrirci e fare nutrire i nostri fratelli e sorelle. Ringrazio Don Tonino per l’invito e voglio fare gli auguri al seminarista Silvio Graziano, assegnato a questa parrocchia. Che Dio vi strabenedica e Auguri a Tutti Voi». A margine dell’Eucaristia, sono arrivati puntali i ringraziamenti di un commosso Don Tonino Longobucco che tanto aveva a cuore la visita di Monsignor G. Satriano, in quanto patrocinatore della stessa nuova chiesa. Grande affetto manifestato anche dai fedeli e alla fine c’è stato spazio anche per un saluto con l’Arcivescovo attuale di Rossano-Cariati Maurizio Aloise. Da ricordare che la comunità parrocchiale dello scalo coriglianese è nata nel 2007 ed è stata intitolata all’epoca al “Beato Giovanni XXIII”, poi proclamato Santo da Papa Francesco il 27 aprile 2014. Parrocchia sorta grazie anche all’impegno dell’indimenticato primo parroco Don Vincenzo Longo e che tanto stimava proprio Monsignor G. Satriano. Nel pomeriggio dell’11 ottobre, religiosi, fedeli e parrocchiani si sono ritrovati anche per la processione con in testa la statua di “S. Giovanni XXIII”, venerata dall’estate 2012 e realizzata dal noto maestro artigiano Salvatore Pastore, e accompagnata dalle note della banda.

Del Corpo del Santo si venera anche una preziosa reliquia arrivata dal Vaticano e consegnata, nello stesso anno, dall’Arcivescovo Monsignor Santo Marcianò. Dopo il momento di preghiera, la peregrinatio con l’effige del Santo ha attraversato le principali vie parrocchiali. In serata, grandi momenti di convivialità tra canti, balli, musica e degustazioni di prelibatezze in un’atmosfera di grande allegria. Plausi per l’ottima riuscita delle celebrazioni che va ripartita tra le tante anime che con impegno e dedizioni hanno saputo coordinare i tanti momenti previsti nel programma. E considerato che “La gioia per Papa Giovanni XXIII non è un semplice stato d’animo legato alle circostanze, ma una grazia e una virtù che nasce dall’incontro con Dio”,guardando in prospettiva potranno esserci tanti altri appuntamenti di crescita collettiva ispirati dalla tenerezza del Santo Patrono parrocchiale.