
di Giacinto De Pasquale
Dalle lotte sindacali all’IG Metall in Germania negli anni caldi per la difesa dei diritti dei lavoratori, alle storie di donne vittime di “attenzioni violente” da parte di uomini. È questa la versatilità narrativa di Giuseppe Sammarro, saggista ed ex esponente della Cgil, che dopo “Gli anni dell’utopia” torna in libreria con “Sentieri di pietra e di pane” Ferrari Editore. Sammarro presenterà il suo nuovo libro mercoledì 14 ottobre a Cassano Ionio presso il Teatro Comunale. L’appuntamento è per le ore 18. Sarà il giornalista Mimmo Petroni a coordinare la serata. Saranno presenti: il sindaco di Cassano, Gianpaolo Iacobini; Vittorio Cappelli, Direttore della Rivista calabrese di storia del 900; il vescovo di Cassano Ionio mons. Francesco Savino che ha curato la prefazione al volume; la docente Antonella Marino che leggerà alcuni brani del libro. Alla presentazione saranno presenti l’editore, Settimio Ferrari, e l’autore Giuseppe Sammarro.

Prima di parlare del nuovo libro di Sammarro, è doveroso spendere due parole sull’editore Settimio Ferrari di Corigliano-Rossano. “Ferrari Editore – si legge sul sito internet – è una casa editrice indipendente, specializzata in narrativa e saggistica, diretta da Settimio Ferrari e Francesca Londino. La nostra cura editoriale si esprime attraverso un doppio sguardo sul mondo: dalla memoria al presente, in un alternarsi di stimoli contemporanei e testimonianze da tramandare”. Settimio Ferrari che ne è l’anima, da anni porta avanti una linea editoriale che condividiamo in pieno. Per lui il pubblicare un lavoro editoriale non è legato all’eventuale ritorno economico, anzi è vero il contrario. Ferrari prima di tutto ne vuole sposare il contenuto, da qui la fiducia che ha voluto accordare a Giuseppe Sammarro, sin dalla prima pubblicazione “Gli anni dell’utopia”.

Il volume è arricchito da alcune iconografie realizzate da Gianni Sammarro, figlio dell’autore, nonché artista riconosciuto come uno dei nomi più interessanti dell’arte e dell’illustrazione contemporanea in Germania. Come dicevano l’ex sindacalista con il nuovo libro affronta una tematica di stretta e drammatica realtà: il femminicidio. È lo fa “in punta di piedi” ma in maniera molto risoluta e puntuale. Il libro è dedicato a Fabiana Luzzi, la ragazza coriglianese uccisa nel 2013 dal fidanzato Davide Morrone che dopo averla accoltellata le dette fuoco quando era ancora agonizzante. Un fatto di cronaca, che ancora a distanza di 13 anni, proprio per la sua efferatezza ha lasciato una ferita profonda nella società coriglianese. “Il mio libro, però, – scrive l’autore nel prologo – vuole dare voce a protagoniste che, nell’anonimato delle loro esistenze, nonostante siano state circondate da uomini sopraffattori e immerse in contesti oscurantisti, hanno combattuto battaglie quotidiane, resistendo, senza balzare agli onori della storia ufficiale. Tantissime avevano poca o nessuna istruzione, perché si pensava che la scuola non servisse alle «femmine». Bastava quello che apprendevano dalle nonne e dalle mamme per diventare mogli buone e ubbidienti. Certo, c’erano eccezioni, se pur rare. Poche avevano frequentato la scuola primaria, pochissime quella secondaria e solitamente le donne istruite appartenevano a famiglie benestanti. I miei racconti – scrive ancora Sammarro – affrontano diverse tipologie di violenza sulle donne, dalla sottomissione ai maltrattamenti, dalla coazione religiosa allo stupro, sino alla misoginia e al femminicidio. Alle donne che, invece, non hanno potuto ribellarsi alla sopraffazione del maschile sul femminile, pagando con la morte il loro diritto alla libertà e alla scelta va il mio pensiero più commosso”.

L’autore nel volume descrive le storie di: Bommina e Donna Filomena; quella di Ninetta; di Chicchina e quella di Francesca. Storie che hanno un loro crescendo nel tempo, partono dagli inizi del ‘900 e con la storia di Francesca vengono narrati fatti e avvenimenti a noi molto vicini. La storia di Francesca cavalca il nostro tempo e l’autore in maniera molto delicata affonda il “coltello” in una società distratta dove mancano i valori fondanti della famiglia. Verso la fine del racconto vi è un passaggio che vale la pena sottolineare. “Qualche giorno dopo i funerali, – scrive Sammarro – Iedarami si ritrovò seduto nel parco, in cerchio, con i suoi allievi, dove avevano lasciato un posto vacante per Francesca. Un’atmosfera di frustrazione e tristezza aleggiava nell’aria. Si sentì chiedere da una sua allieva: «Prof, dov’era Dio mentre Francesca veniva uccisa?». Iedarami, che aveva sempre tenuto lezioni sul concetto di bellezza spirituale e sul valore umano, fece un lungo e profondo respiro. Poi, con il cuore pesante, iniziò a parlare di violenza di genere e femminicidio”. Ecco, il nuovo lavoro di Giuseppe Sammarro, vuole essere un ulteriore elemento di riflessione su questo terribile, atroce e, purtroppo, sempre drammaticamente attuale fenomeno, che è il femminicidio. L’autore non da “ricette” o soluzioni per affrontare in maniera dovuta il fenomeno, ma propone una seria e profonda riflessione su questa piaga che sta contrassegnando in maniera preoccupante e allarmante la società del 21° secolo. Ecco perché il volume di Sammarro va letto e dovrebbe essere, secondo noi, portato anche all’attenzione degli studenti delle scuole.