
di Cristian Fiorentino
Anche la seconda parte del mese di maggio, nel borgo antico coriglianese, è stata ricca di particolari eventi Mariani ma non solo. Le funzioni in onore della Madonna, nel mese per eccellenza dedicato alla Beata Vergine Maria, ha visto tante altre celebrazioni ad hoc.
Nel programma ideato e voluto dall’Unità Pastorale di Corigliano Centro Storico, nella fattispecie dal dedito e certosino parroco Don Fiorenzo De Simone, dopo le funzioni dedicate, alla “Santa Madre della Giacina (Jacina)”, alla “Santa Croce”, all’“Immacolata Concezione”, alla “Madonna Odigitria”, alla “Madonna del Santo Rosario di Pompei”, alla “Madonna della Schiavonea”, alla “Nuova Odigitria”,“Madonna dei Fiori” e la “Madonna di Ogni Santi” (vedi articolo https://www.ilcoriglianese.it/index.php/societa/12981-icone-memorie-e-rievocazioni-nel-mese-mariano-dellunita-pastorale-di-corigliano-centro ) ha completato il percorso con altre icone e rievocazioni Mariane.

La riscoperta dell’effigie della Madonna connesse alle tante chiese storiche, ha riportato in auge simulacri e tradizioni ben accolte dai devoti. La seconda parte del mese di maggio 2026, infatti, ha toccato altri luoghi sacri del paese di Corigliano ad iniziare dalla storica “Gghijeisiella” e la “Madonna dei Sette Dolori”. Eucaristia, officiata il 17 maggio, nella chiesetta a cui è legata la numerosa “Congrega Maria SS. dei Sette Dolori” e tutte le sue tradizioni. Il 18 maggio, invece, è stata la volta della liturgia in via Aldo Moro, quartiere Ariella, presso la “Santa Croce” tra recita del Santo Rosario e liturgia. Martedì 19 maggio, invece, presso la chiesa di “Santa Maria Maggiore” le funzioni sono state incentrate sulla “Madonna di Costantinopoli” che si rifà ad una storica devozione Mariana, molto estesa nel sud Italia, e ad un'icona tra le più venerate a Bisanzio e arrivata in occidente dai monaci basiliani in fuga dopo la caduta di Costantinopoli, durante le persecuzioni iconoclaste dell'VIII secolo, e in seguito con i profughi e le comunità albanesi (Arbëreshë) scampate all'avanzata turca nel XV secolo.

Frattanto, mercoledì 20 maggio, è iniziata la pia pratica dei “Sette Mercoledì della Madonna del Carmine”, presso la chiesa di Sant’Antonio, dal titolo “Camminando Insieme Sulle Orme di Maria”. Il 25 maggio, venerata l’immagine della Madonna “Salute degli Infermi” nella chiesa dei “Santi San Pietro e Paolo” essendo tra i titoli più antichi e cari alla devozione Mariana che simboleggia la Vergine Maria come consolazione, interceditrice e soprattutto esempio di Speranza per tutti coloro che vivono nell’angoscia del corpo e dello spirito .

La “Madonna della Schiavonea” è stata officiata dinanzi, il 27 maggio, sul sagrato di uno delle chiese più belle di Corigliano ossia quella consacrata a “Santa Chiara” per cui i lavori di restyling dovrebbero essere ormai alle ultime battute in attesa della consegna alla comunità. Ancora più peculiare è stata la conclusione del mese di maggio con i festeggiamenti in onore di “Maria Santissima delle Grazie”. Il 28, 29 e 30 maggio osservato il triduo con il S. Rosario meditato, Santa Messa e Solenne Celebrazione e rinnovo delle promesse presso la chiesa di "Santa Maria Maggiore".

Funzioni officiate alla presenza della congrega di “Santa Maria delle Grazie” ripristinata grazie al volere di consorelle e confratelli ma soprattutto alla determinazione dello stesso Don F. De Simone. Nella serata del 31 maggio, invece, la chiusura del mese Mariano in coincidenza con la “Solennità della Santissima Trinità” e con la visitazione della Beata Vergine a Santa Elisabetta nell’apoteosi del “Magnificat”, è stata contraddistinta dalla fiaccolata per le vie principali del centro storico coriglianese. Rassegna delle cerimonie religiose in onore della “Mamma Celeste” considerata un pellegrinaggio per tutto il mese, all’interno della parte antica di Corigliano, attraversando tutte le icone Mariane tra memorie, celebrazioni e tradizioni nel segno di un patrimonio storico-artistico notevole e da promuovere ma tenendo bene saldo l’orizzonte spirituale da custodire.



