
di Cristian Fiorentino
Anche il secondo sabato di maggio 2026, in devozione alla Madonna, ha fatto registrare il picco della partecipazione nel borgo marinaro di Corigliano. A Schiavonea i fedeli in pellegrinaggio alle prime luci dell’alba hanno invaso la chiesa “Santa Maria ad Nives”, affollata sia dentro che sul sagrato.
Devoti giunti dal borgo antico, dallo scalo e dalle altre frazioni coriglianesi. Tra questi, anche la comunità dell’Unità Pastorale di Corigliano Centro Storico, guidata dal parroco Don Fiorenzo De Simone, che così come tanti hanno raggiunto il luogo sacro rigorosamente a piedi e recitando il Santo Rosario. All’arrivo, tutti i pellegrini sono stati accolti tra i canti del sempre caloroso coro parrocchiale e la benedizione impartita con l’aspersorio da Padre Gerardo Giordano.

La Celebrazione Eucaristica, preceduta dal S. Rosario e da brani Mariani, assistita dai ministranti e scortata dalle melodie di coristi e musicisti, è stata officiata da Padre Davide Perdonò e concelebrata da Don F. De Simone. Lo stesso parroco nel suo sermone, prendendo spunto dal Vangelo, ha sostenuto: «La Parola di Dio in Maria si fa Carne per essere donata a noi. La Parola di oggi, in particolare, ci fa comprendere ancor più il Sì di Maria e la Sua capacità di essere aderente alla fiducia di Dio. Testimonianza che per noi deve essere un grande insegnamento. Non si può essere cristiani, infatti, se non ci si fa guidare da Dio. Il Vangelo oggi fa riferimento all'odio. L’Evangelista Giovanni si sofferma su diversi punti del discorso di Gesù. Il primo insegnamento che ci viene offerto è che odieranno voi perché non conoscono il Padre.

La conoscenza, in effetti, sta nel comprendere i Suoi sentimenti. Odiare vuol dire stare ed essere lontani da Dio. Tra odio e amore passa una grande differenza. Quando si ama le attenzioni ricadono benevolmente sull'altro ma tutto ciò richiede sacrificio su chi si ama. Guardando il crocifisso abbiamo la dimostrazione più smisurata di amore. Atto che ha generato fastidio e odio toccando la coscienza dell'uomo e perché poneva l'altro al centro del proprio cuore. La logica del cuore implica che: siamo cristiani se le persone non ci applaudono ma se il mondo ci avversa non lo siamo. Già il compiere un favore in sé ha la radice dell’ingiustizia. L'altro al centro della propria vita è la vera logica del Cristiano perché rappresentata l'amore. Maria, infatti, alla luce della Bibbia e richiamando Sant'Alfonso, contempla il figlio sulla croce perché Le fu chiesto di essere la serva del Signore anche in quei momenti strazianti. In tutta la sua vita Maria si è fatta guidare dal Padre perché consapevole del progetto. Lei ha compreso che la Croce era un passaggio obbligatorio per la nostra Salvezza. Ai piedi della Croce Maria, ferita nell’animo, partecipa alla sofferenza del Figlio, vera sorgente di vita. Lei testimonia l'amore e testimonia Gesù che secondo il progetto di amore mette sempre gli altri al centro. Anche noi chiediamo al Signore che ci faccia capire la differenza tra odio e amore e non ci faccia conformare alla logica del mondo». Dopo la benedizione, declamata anche la preghiera alla Madonna della Schiavonea, a cui dopo la Santa Messa i pellegrini hanno reso omaggio presso l’adiacente santuario al “Quadro Miracoloso”. Nella chiesa “Santa Maria Ad Nives”, invece, i fedeli hanno venerato l’effigie della stessa Madonna Nera. Frattanto anche sabato 16 e 23 e 30 maggio, nel mese consacrato alla Beata Vergine Maria, la tradizionale riverenza dei tanti devoti presso la comunità di Schiavonea continuerà con rinnovato fervore e con l’auspicio di maggiore accoglimento della Parola. Prosegue, durante queste settimane, anche la Peregrinatio Mariae nelle diverse vie del centro schiavoneoto tra Recita del Santo Rosario e il centro ascolto curato sempre dai Padri Redentoristi.



