di Giacinto De Pasquale

Per chi ha un carattere forte e determinato il raggiungimento di due traguardi molto importanti nel giro di poco tempo è il giusto riconoscimento ai tanti sacrifici e privazioni quotidiane.

Angelina Ianchello, vi è riuscita perché è una donna, moglie e mamma che crede fermamente in quello che fa.

Oggi voglio dare il giusto e meritato riconoscimento ad Angelina perché, come avrò modo di raccontare, il suo modo di vivere, pur se tra non poche difficoltà, è davvero fantastico.

Questo mese di novembre, che stiamo per lasciarci alle spalle, ha fatto registrare, per Angelina, due importantissimi traguardi: il master in “Dipendenze patologiche: strategie di intervento e prevenzione” e poi la firma del contratto con il quale la nostra dal primo dicembre presterà servizio presso il comune di Lamezia Terme come assistente sociale.

Conosciamo bene la “dottoressa” e sappiamo che non gradisce, di buon grado, troppa enfasi per quello che fa. Ma io ritengo che quando si raggiungono determinati risultati prestigiosi, è giusto dare il risalto che meritano.

Ma chi è Angelina Ianchello ?

L' Assistente Sociale dal "sorriso accogliente" da più di 14 anni ha lavorato presso l'Associazione Comunità Progetto Sud ETS nella Comunità Terapeutica Fandango, dove ha svolto il suo ruolo professionale accogliendo e accompagnando le persone nel percorso terapeutico riabilitativo, dall’emancipazione dalle sostanze stupefacenti e alcoliche strutturando insieme all'equipe multidisciplinare progetti terapeutici individualizzati. La sua professionalità è stata sempre stimolata da continue formazioni master e specializzazioni che hanno arricchito il suo Curriculum Vitae, mettendosi in gioco nelle diverse attività terapeutiche interne ed esterne al contesto comunitario, difatti ha da sempre organizzato, programmato e seguito gli incontri di prevenzione nelle scuole, parrocchie, associazioni, famiglie partecipando attivamente ad incontri sulla legalità, diritti, violenza sulle donne, immigrati e tutto ciò che affrontava tematiche di emarginazione sociale. Insomma l'assistente sociale che tutti vorrebbero sempre presente e soprattutto ha saputo esserci con quel sorriso che andava oltre. A questo deve essere aggiunto anche il lavoro di Assistente Sociale con i comuni, ha collaborato con i vari servizi SerD Uiepe Magistrato di Sorveglianza Tribunale per i minori e Forze dell'ordine. Ha anche organizzato varie attività d'animazione teatrale e vari spettacoli all'interno della comunità terapeutica Fandango, coinvolgendo vari servizi. “Insomma  - scrive un suo ormai ex collega - una grande grande grande grande grande grande perdita”.

Basta tutto ciò per giustificare questo mio articolo su Angelina ? Certo, perché Angelina è un “moto perpetuo” di generosità e solidarietà. L’afflato verso l’altro è insito proprio nel suo DNA. Averla conosciuta è stato un grande valore aggiunto in questo vivere quotidiano, a volto arido e freddo.

C’è ne fossero in giro di Angelina, perché il sociale potrebbe fare quel salto di qualità, in termini di umanità e assistenza, che purtroppo, nonostante tanti sforzi, oggi non si vede o percepisce.

Questo modo di vivere, questo carattere non poteva che “indurre” Angelina a cimentarsi con un Master sulle “Dipendenze patologiche”.

Un argomento drammaticamente attuale, perché un bisogno d’amore “sano” è insito in ogni essere umano sin dalla nascita. Non esistono, infatti, indipendenza e autonomia allo stato puro, cioè svincolate dai legami. I legami sono comunque fonte di dipendenza, tutti siamo inseriti in una trama di relazioni e di legami senza i quali non potremmo esistere. La dipendenza di per sé, non è un concetto negativo in quanto non esiste una persona che possa dichiararsi indipendente dal contesto e dalle circostanze relazionali. Ognuno di noi è dipendente in qualche misura degli altri, tutti noi abbiamo bisogno di approvazione, empatia, di conferme ed ammirazione per sostenerci e per regolare la nostra autostima. La vera indipendenza non è né possibile, né auspicabile. “Il bisogno di amare è il bisogno fondamentale dell’uomo, superiore per urgenza a quello della fame, della sete o dello stesso “sesso”, in quanto per soddisfarlo questi ultimi possono anche essere messi a tacere. Da dove nasce questo bisogno? È da questo interrogativo che prende le mosse e si sviluppa il lavoro di ricerca della neo dottoressa, seguita nel suo percorso di studi dalla relatrice dott.ssa Romina De Cicco.

Il sentimento, la forza nell’esprimere quello che si ha dentro, il messaggio che Angelina ha voluto lanciare a tutti noi lo abbiamo potuto leggere, con non poca emozione nelle ultime pagine del suo lavoro, che qui riporto: “Queste pagine sono dedicate, con rispetto e commozione, a tutte quelle donne che hanno subito violenze fisiche, che sono state vittime di umiliazioni, a cui è stato sfruttato il corpo e calpestata l'intelligenza. A quelle donne alle quali hanno negato la loro libertà, tappato la bocca e tarpato le ali. La vostra sofferenza non è invisibile. Il mio pensiero va a chi è riuscita, con forza sovrumana, a sfuggire a uomini violenti, e, soprattutto, a chi pur avendo avuto lo stesso coraggio, oggi non c'è più. Che questo lavoro possa essere un piccolo tributo alla vostra memoria e alla vostra incessante lotta. Un pilastro fondamentale in questo percorso è stata la mia famiglia. Grazie per essere il mio porto sicuro, per il vostro amore incondizionato, la vostra pazienza e il vostro incrollabile sostegno, che mi hanno permesso di concentrarmi su questo progetto con serenità”. Davvero complimenti Angelina e che la vita possa riservarti ancora tanti traguardi belli ed emozionanti.

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