
di Gennaro De Cicco
È in programma, sabato 22 novembre 2025, alle ore 10.00, presso il Castello Ducale di Corigliano – Rossano, nel 40° anniversario della scomparsa di Costantino Mortati, il Convegno “La Costituzione italiana baluardo di Giustizia e Legalità - Gli arbëreshë che hanno lasciato traccia”.
Organizzazione: Lions International, Governatore: Pino Naim – Lions Club Arberia, Comune di Corigliano –Rossano, Comune di Civita, Comune di San Basile, Istituto d’Istruzione Superiore …
L’incontro prevede i saluti iniziali del Presidente del Lions Club Arberia, Franca Canadè; del Sindaco di Corigliano – Rossano, Flavio Stasi; del Sindaco di Civita, Alessandro Tocci; del Sindaco di San Basile, Filippo Quinto Tocci; del Presidente dell’Ordine degli avvocati, Nicoletta Bauleo; del Dirigente Scolastico dei Licei di Corigliano, Edoardo Giovanni De Simone …
Ad introdurre l’intervento Salvatore Sandro Sprovieri, Socio Lion Club Arberia. Subito dopo, dialogo fra il Procuratore di Frosinone, Francesco Minisci con il giornalista Arcangelo Badolati. Inteventi, riflessioni e domande al Procuratore Minisci, invece, da parte degli alunni dei Licei di Corigliano. Conclusioni: Pino Naim, Governatore del Distretto 108YA.
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Costantino Napoleone Mortati (Corigliano Calabro, 27 dicembre 1891 – Roma, 24 ottobre 1985) è stato un giurista e costituzionalista italiano di origine arbëreshe.
Uno dei più autorevoli storici della Calabria albanese il prof. avv. Domenico Antonio Cassiano, all’interno di uno dei suoi ultimi lavori editoriali: “Cristo giacobino, cultura e politica nella Calabria arberisca, editrice Aurora, ha pubblicato un lungo e interessante capitolo dal titolo: “Costantino Mortati e la Repubblica possibile”.
“Mortati – scrive il prof. Cassiano - apparteneva – come Antonio Gamsci – ad una famiglia della minoranza di lingua albanese del Cosentino; ad una delle tante famiglie della piccola borghesia delle professioni intellettuali, che avevano contribuito al Risorgimento nazionale e si erano, nella stragrande maggioranza, schierate o su avanzate posizioni di cattolicesimo liberale o democratico – repubblicane”.
Il padre, Tommaso, era di Civita e la madre, Maria Tamburi, di S. Basile. Costatino nacque a Corigliano, dove suo padre esercitava le funzioni di pretore.
“Benché le vicende della sua vita, la sua attività di studioso e le funzioni pubbliche ricoperte lo avessero tenuto lontano dalla comunità italo – albanese e dalla sua Patria Civitese, ne sentì sempre una struggente nostalgia”, ci fa sapere lo storico prof. Cassiano.
In alcune lettere, indirizzate al presidente del circolo di culturale di Civita “Gennaro Placco” scriveva, infatti, che “l’amore del natìo loco e la prospettiva di venire a contatto con giovani entusiasti e pieni di ansia di rinnovamento sono stimoli così suggestivi che mi inducono a non farmi sfuggire l’occasione di accettare il cortese invito ...”.
Costantino Mortati studiò nel Collegio italo – albanese di S. Adriano, dove conseguì la maturità classica a pieni voti nel 1910.
“Fu proprio durante il Liceo – afferma il prof. Cassiano - che Costantino manifestò il suo interesse per la politica ed un sano ordinamento dello Stato, nel quale precise garanzie fossero assicurate alla classe lavoratrice. Sul n. 5 del 1° maggio 1910 de La Giovine Calabria, periodico letterario - scientifico - politico di S. Demetrio Corone, diretto da Manlio Pignatari, il futuro illustre costituzionalista, allora alunno del Liceo di Sant’Adriano, “celebrava a suo modo il 1° maggio, constatando e rilevando preliminarmente che la situazione oggettiva delle classi lavoratrici in Calabria era, all’epoca, assai depressa …”.
Questo aspetto è di particolare importanza perché, sebbene sia presente a livello intuitivo nel giovane Mortati costituzionalista, solo in seguito assumerà nel Mortati costituzionalista, un significato rilevante poiché "la personalità sociale dell'uomo" si afferma nel lavoro... Solo “nel lavoro ciascuno riesce ad esprimere la potenza creativa in lui racchiusa …”
Subito dopo nel testo, il prof. Cassiamo illustra tutto il suo percorso professionale.
Conseguita brillantemente la maturità classica, lo stesso anno si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Catania. Nel 1912, ottenne il trasferimento a Roma per aver vinto una borsa di studio. In quest’ultima università, si laurea in giurisprudenza nel 1914. Diventò, per concorso, funzionario della Corte dei Conti. La sua carriera universitaria si svolgerà nelle università del centro – sud: da Messina a Macerata, a Napoli, ed infine, a Roma.
Partecipò alla Resistenza a Roma durante il periodo di occupazione nazista, manifestando simpatie e convergenze con il partito della Democrazia del Lavoro. Successivamente aderì alla Democrazia Cristiana, nelle cui liste sarà eletto deputato all’Assemblea Costituente.
Nel 1960 fu nominato dal Presidente della Repubblica, Gronchi, Giudice Costituzionale.
“Intensa – precisa il prof. Domenico Cassiano - fu la sua attività sia nella Commissione dei 75 sia nel Comitato di redazione che nella stessa Assemblea Costituente.
Come membro della Commissione per la Costituzione – che aveva il compito di predisporre un progetto per l’organizzazione costituzionale dello Stato repubblicano – Costantino Mortati presentò, nel settembre 1946, una sua relazione, distinta in tre parti, nella quale affronta il problema della essenza dello Stato democratico e della struttura stessa dello Stato e dell’organizzazione del funzionamento del potere legislativo.
E a conclusione del suo esauriente lavoro il prof. Cassiano afferma che “le radici ispiratrici del suo pensiero sono profonde e vanno ricercate nell’ambiente culturale famigliare, nella formazione culturale maturata nel Collegio di Sant’Adriano, nella sua appartenenza ad una cultura “diversa” – ma protagonista in senso progressista in non poche vicende storiche del Mezzogiorno – che egli mai rinnegò e della quale, anzi, era orgoglioso come lo era il padre della propria Patria Civitese”.



