
Pace e bene a tutti voi. Questa domenica celebriamo la Pentecoste, il dono dello Spirito Santo: quel soffio di Dio che rinnova la vita, accende il cuore e ci rimette in cammino.
La Pentecoste non è da vivere come qualcosa di lontano, ma come una presenza viva che entra nelle nostre paure, nelle nostre chiusure e apre lentamente le finestre del cuore.
Lo Spirito Santo non fa rumore, ma trasforma. Dona coraggio quando manca la forza, speranza quando tutto sembra fermo, fiducia quando facciamo fatica a vedere il bene.
Anche san Francesco si lasciò guidare da questo soffio di Dio, scegliendo di vivere il Vangelo con semplicità, fraternità e gioia.
I discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro: «Pace a voi!»
(Gv 20, 19-23)
Timore, gioia, pace, perdono: con queste parole il vangelo ci indica una strada per vivere la solennità di Pentecoste, compimento del tempo pasquale.
Il timore e la paura, anzitutto, come condizione umana e universale, che porta sempre a chiudere e a chiudersi: è stato così anche per i primi discepoli!
Ma poi la gioia, che essi sperimentarono al vedere il Signore: questo è l’agire dello Spirito, che rallegra il cuore quando le relazioni si (ri-)tessono, quando i tradimenti sono assorbiti dall’amore che osa ancora farsi presente.
Il frutto è la pace, un sentimento profondo di riconciliazione a cui possiamo anelare, ma che in realtà avvertiamo essere puro dono.
Essa ci abilita e ci spinge a diventare con le nostre fragili esistenze strumenti di perdono e comunione.
Il Signore vi benedica



