
Viviamo tempi veloci, pieni di rumore, di parole dette in fretta, di relazioni che a volte rischiano di diventare superficiali.
Eppure dentro ciascuno di noi rimane un desiderio profondo: essere amati davvero, sentirci accolti, trovare qualcuno capace di restare accanto anche nelle fragilità.
Forse anche voi, in questi giorni, avete sentito il bisogno di una parola che incoraggi, che rimetta pace dentro, che aiuti a guardare gli altri con occhi più buoni.
Per questo voglio lasciarvi qui sotto il pensiero di questa domenica, sperando che possa accompagnarvi e fare un po’ di luce nel vostro cammino.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo
(Mt 28, 16-20)
Così finisce il vangelo secondo Matteo con un errore di traduzione: non fino alla fine del mondo, ma fino al fine del mondo.
Il mondo non ha una fine, ma ha un fine.
Essere con è l’attributo fondamentale di Dio, l’Emmanuele; la salvezza dell’uomo è essere in compagnia di Gesù, stare con lui, col Figlio.
Questa comunione di lui con noi e di noi con lui è il senso della nostra vita qui e ora, nell’ascolto della parola, nella conoscenza, nell’amore, nel cammino, nella missione.
Ed è realtà di tutti i giorni. Sino a quando questa comunione avrà un fine, cioè sarà compiuta.
Il fine del mondo è la rivelazione piena di questa comunione, che già ora è presente nella parola, ma che deve crescere fino quando Dio sarà tutto in tutti.



