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In questi giorni in cui il mondo sembra attraversare tante tensioni e incertezze, forse anche voi sentite il desiderio di qualcosa di più vero: una direzione, una parola che dia respiro, una speranza che non deluda.

A volte ci troviamo un po’ smarriti, come se ci mancasse un punto fermo, una strada chiara da seguire. Ed è proprio lì, dentro la vita di ogni giorno, che il Vangelo torna a parlarci con una semplicità disarmante.

Per questo voglio condividere con voi un pensiero sulla Parola di questa domenica:

 Le pecore lo seguono, perchè conoscono la sua voce

(Gv 10, 1-10)

Nel Vangelo di questa domenica, Gesù si presenta come la porta attraverso cui si entra nella vita, il pastore che conduce verso la libertà.

Ogni uomo riconosce e apre il suo cuore alla libertà, all’amore e alla vita, distinguendole dalla schiavitù, dall’odio e dalla morte.

Ogni popolo oppresso riconosce chi gli propone una via d’uscita, è sensibile alla voce della libertà.

Come Adonai nell’esodo, così Gesù guida il suo popolo verso la terra promessa: egli è la via che conduce alla vita, perché introduce chiunque lo segue nell’intimità della relazione filiale con Dio, suo Padre.

Egli è la porta tra la terra ed il cielo: entrare in lui, che è la porta, significa uscire definitivamente dalla schiavitù.

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