
(Foto di Gianfranco Milanese: Il Pollino)
di Francesco Sommario
Nel 2026, l’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, Assisi è diventata la capitale morale di chiunque cerchi un’alternativa al “sistema” senza cadere nel nichilismo. Ma cosa centra San Francesco, un frate del Medioevo, con gli adolescenti di oggi? Più di quanto sembri.

Francesco è stato, a tutti gli effetti, un adolescente in rivolta. Era il "re delle feste", il figlio della buona borghesia che ha avuto il coraggio di dire "no" a un destino già scritto. La sua scelta di spogliarsi di tutto in piazza ad Assisi è il gesto di rottura definitivo contro il consumismo. Agli occhi di un sedicenne moderno, Francesco incarna: L’autenticità, la ricerca di una verità che non dipenda dai "like" o dai vestiti firmati; La ribellione pacifica, cambiare il mondo non con la spada, ma con l’esempio; L’empatia radicale, la capacità di stare con gli ultimi, proprio come i giovani di oggi, che sono spesso i più sensibili alle ingiustizie sociali.
San Francesco, oggi, non chiede ai giovani di tornare al passato, ma di guardare al futuro con occhi diversi. In un’epoca di rumore digitale, il suo invito al silenzio e alla cura dell’altro risuona come il più moderno dei consigli. Forse, il segreto della sua eterna giovinezza sta proprio qui: nell’aver capito che siamo tutti collegati, dagli uccelli del cielo ai ragazzi di una scuola di periferia.
Certamente, per entrare davvero nel cuore del pensiero di Francesco, dobbiamo guardare da vicino il suo “manifesto”, il Cantico delle Creature, e capire come quelle parole, scritte in un umile dialetto umbro, abbiano anticipato di secoli la nostra sensibilità moderna. Il brano più celebre e significativo per comprendere, in particolare, il suo ambientalismo integrale è senza dubbio in questo passaggio: "Laudato sie, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba."
Sora nostra matre Terra: Francesco usa due termini familiari. La terra è sorella (siamo sullo stesso piano, siamo pari) ma è anche madre (ci ha generato e ci nutre). Per un giovane che lotta contro il cambiamento climatico, questo significa passare dal concetto di natura come oggetto a quello di natura come famiglia.
Sustenta et governa: Qui c’è un ribaltamento gerarchico. Non è l’uomo a dominare la Terra, ma è la Terra che ci governa. È un richiamo all’umiltà (che deriva proprio da humus, terra) estremamente attuale in un’epoca di crisi ecologica globale.

San Francesco cosa chiederebbe oggi, nel 2026, ai giovani?
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Francesco suggerisce che la vera sostenibilità è la “sottrazione”. Non si tratta di comprare meglio, ma di aver bisogno di meno. Per un ragazzo di oggi, questo è l’atto di ribellione più potente contro un sistema che lo vorrebbe solo come un consumatore inserito in un ingranaggio produttivo.
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