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Questa domenica mi sono fermato un momento in silenzio davanti al Vangelo e ho pensato di scrivervi.

Ci sono parole che non restano solo sulla pagina, ma sembrano venire a cercarci proprio lì dove siamo, nella nostra vita concreta, con le nostre domande e le nostre fatiche.

Per questo desidero condividere con voi un pensiero semplice, poche righe, ma con il desiderio che possano accompagnarvi e farvi compagnia nel vostro cammino.

 Non ardeva forse in noi il nostro cuore?

 (Lc 24, 13-35)

 Dopo la morte di Gesù due discepoli se ne tornano a casa con amarezza e delusione. Gesù li affianca nel cammino, ma essi non lo riconoscono.

Allora ripercorre con i due viandanti la parola che molte volte essi avevano ascoltato dalla sua bocca e riaccende in loro quella brace che giaceva soffocata sotto la cenere del loro cuore.

La parola di Dio ascoltata anche nei momenti difficili, può tirarci fuori dal buio e dal gelo delle nostre delusioni, delle ostinazioni, della durezza di cuore e lo fa con forza e dolcezza, aprendo i nostri occhi a riconoscere i segni della risurrezione.

Come i due di Emmaus chiediamo: Resta con noi! ... Gesù entrò per rimanere con loro.

È un invito a cena, nella casa del cuore, lì dove il pane spezzato, il fuoco della parola e l’ardore dello Spirito ci rilanciano nella vita.

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