
La Pasqua è la festa della vita che rinasce. Una vita che non fa rumore, ma che si riconosce nei segni semplici: una mano tesa, una presenza che resta, un bene che continua a circolare.
In questa giornata penso a voi, al cammino che abbiamo condiviso in questa Quaresima e ai tanti volti che, anche grazie a voi, non sono rimasti soli.
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro
(Gv 20, 1-9)
È l’amore che spinge Maria, all’alba del primo giorno della settimana, a recarsi al sepolcro; un amore che crede perduto, rapito dalla morte.
Va al sepolcro per piangere un morto, per stare un’ultima volta vicina al suo maestro. È ancora buio, ed è sola Maria, sola con il suo dolore, con il vuoto che sente nell’animo.
È ancora buio, in quella prima ora del mattino. Eppure Maria vede che la pietra è stata tolta dal sepolcro.
Cosa pensare, se non che hanno portato via il Signore? Non può non correre dagli altri discepoli, dagli amici, dai fratelli smarriti come lei dopo gli eventi del Gethsemani.
Ed è tutta una corsa, da Maria a Pietro, al discepolo amato, per vedere i teli e il sudario, e sentire nel cuore aprirsi una speranza, prima luce del mattino nella certezza della risurrezione.
Auguro a voi e a tutti i vostri cari una Santa Pasqua



